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Art. 231 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 231 Codice di Procedura Civile

Querela di falso: firma contestata e vittoria del contribuente
Il Contribuente ha proposto una querela di falso per contestare la firma apposta sull'avviso di ricevimento di una notifica postale inviata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile l'azione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che l'attestazione dell'agente postale fa fede fino a querela di falso. Di conseguenza, il destinatario che neghi di aver firmato la ricevuta ha l'onere e il diritto di utilizzare proprio questo strumento per contestare la notifica. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Predivulgazione brevetto: come annulla la novità
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un brevetto relativo a un metodo di fabbricazione di gioielli. La decisione si fonda sulla predivulgazione brevetto, ovvero la diffusione dell'invenzione a terzi per la produzione e commercializzazione prima della data di deposito della domanda. Nonostante la società titolare del brevetto contestasse le prove, la Corte ha ritenuto che la divulgazione a un numero anche limitato di operatori del settore, capaci di riprodurre l'invenzione, fosse sufficiente a distruggere il requisito della novità, rendendo il brevetto nullo fin dall'origine. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Responsabilità in espropriazione: la decisione finale
In una complessa vicenda giudiziaria durata decenni, relativa a un'illegittima occupazione di terreni per la realizzazione di un'opera pubblica, la Corte di Cassazione si è pronunciata su questioni procedurali dirimenti. Il caso verteva sulla corretta individuazione del soggetto legittimato a impugnare una sentenza d'appello a seguito di trasformazioni normative che avevano modificato la rappresentanza legale di un ente pubblico. Gli eredi dei proprietari originali sostenevano che la sentenza d'appello, che riconosceva la responsabilità solidale dell'ente, fosse passata in giudicato. La Corte ha rigettato il ricorso, ricostruendo l'evoluzione legislativa e confermando che l'impugnazione era stata validamente proposta dal soggetto all'epoca legalmente rappresentante dell'ente, impedendo così la formazione del giudicato. Di conseguenza, la questione della responsabilità in espropriazione rimane definita dalle precedenti sentenze della stessa Corte, che avevano escluso la colpa dell'ente.
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