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Art. 23 Costituzione — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 23 Costituzione

Permesso premio per reati ostativi: la Cassazione chiarisce i limiti
Un Condannato, detenuto per reati considerati 'ostativi', ha chiesto un permesso premio. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la sua richiesta perché non aveva attivato la procedura specifica per i detenuti che non collaborano con la giustizia. Il Condannato ha fatto ricorso, sostenendo che bastava dimostrare l'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale. Ha ribadito che per ottenere un permesso premio per reati ostativi, il Condannato deve fornire prove concrete e specifiche che dimostrino non solo l'assenza di legami attuali, ma anche il pericolo di un loro ripristino, superando la presunzione relativa di pericolosità.
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Prescrizioni affidamento in prova: limiti e legalità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13525/2024, ha stabilito i limiti delle condizioni imponibili durante l'affidamento in prova. Un soggetto condannato ha contestato l'obbligo di permanenza notturna e il versamento mensile a un'associazione. La Corte ha confermato la legittimità della permanenza notturna, in quanto flessibile per esigenze lavorative e finalizzata a prevenire la recidiva. Tuttavia, ha annullato l'obbligo di pagamento, definendolo una prestazione patrimoniale illegittima perché priva di base legale, in violazione dell'art. 23 della Costituzione. La sentenza ribadisce che le prescrizioni dell'affidamento in prova non possono tradursi in sanzioni atipiche.
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