LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2231 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2231 Codice Civile

Esercizio abusivo della professione: niente compenso al contabile
Una società di servizi richiedeva il pagamento di fatture per prestazioni di contabilità e dichiarazioni fiscali svolte da un soggetto non iscritto all'albo dei commercialisti. La Società Cliente eccepiva la nullità del contratto per esercizio abusivo della professione. La Corte d'Appello accoglieva la domanda di pagamento, ritenendo tali attività libere. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, dopo la riforma del 2005, la tenuta della contabilità e la redazione delle dichiarazioni fiscali svolte in modo continuo e organizzato da non iscritti all'albo integrano il reato di esercizio abusivo della professione. Di conseguenza, il contratto d'opera è affetto da nullità assoluta e il professionista abusivo perde ogni diritto al compenso, anche a titolo di arricchimento senza causa. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Efficacia probatoria delle fotografie: l’officina vince la causa
Una cliente si opponeva al pagamento delle riparazioni della propria auto, contestando l'efficacia probatoria delle fotografie prodotte dall'officina e sostenendo che il veicolo ritratto fosse diverso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della proprietaria. I giudici hanno chiarito che il semplice disconoscimento delle foto non ne cancella il valore se vi sono altri indizi concordanti, come documenti di proprietà e comunicazioni inviate dalla figlia della donna, che agiva con procura tacita. Inoltre, eventuali irregolarità fiscali o amministrative dell'officina non fanno venir meno il diritto al compenso per il lavoro svolto. L'officina vince la causa e ha diritto al pagamento.
Continua »
Senza albo ma con diritto al compenso del project manager
Un professionista ha richiesto all'Azienda committente il pagamento delle sue spettanze per l'attività di coordinamento nella costruzione di un albergo. L'Azienda si è opposta, eccependo la mancata iscrizione del professionista all'albo degli ingegneri. La Corte d'Appello ha invece riconosciuto il diritto al pagamento, qualificando l'attività come quella di un project manager, figura non soggetta a iscrizione obbligatoria. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'Azienda. La Corte ha chiarito che il compenso del project manager è pienamente dovuto se l'attività consiste nell'organizzazione generale dell'opera e nel reperimento di tecnici abilitati, senza svolgere direttamente compiti riservati a professioni protette. Di conseguenza, l'Azienda è stata condannata a pagare i compensi e le spese di giudizio.
Continua »
Validità del contratto di ingegneria: nullo il rifiuto di pagare
Una società committente si opponeva al pagamento delle prestazioni svolte da una società di ingegneria per la realizzazione di un centro commerciale, eccependo la nullità dell'accordo. Sosteneva che la legge vietasse l'esercizio di attività professionali protette in forma societaria al momento della firma avvenuta nel 2011. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena validità del contratto di ingegneria. I giudici hanno chiarito che la legge sulla concorrenza del 2017 ha efficacia retroattiva, sanando tutti i rapporti contrattuali tra privati e società di ingegneria stipulati a partire dal 1997. Di conseguenza, la società committente è stata condannata a pagare i compensi dovuti e le spese di giudizio.
Continua »
Affidamento incarichi professionali: compensi salvi per i tecnici
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società pubblica contro due professionisti (un ingegnere e un geometra) che chiedevano il pagamento delle loro spettanze per la progettazione di un impianto di smaltimento rifiuti. La società pubblica eccepiva la nullità del contratto per violazione delle regole sull'affidamento incarichi professionali sopra la soglia dei centomila euro e per presunto superamento delle competenze professionali del geometra. La Suprema Corte ha confermato la decisione d'appello, dichiarando inammissibili tutti i motivi di ricorso. I giudici hanno chiarito che l'incarico congiunto è valido se le prestazioni vengono ripartite nel rispetto delle specifiche competenze di ciascun professionista. Di conseguenza, la società pubblica dovrà saldare i compensi dovuti e pagare le spese di giudizio.
Continua »
Nullità del contratto d’opera: niente compenso al geometra
Un geometra richiedeva il pagamento delle proprie competenze per la progettazione e direzione dei lavori di un edificio residenziale. I committenti si opponevano eccependo la nullità del contratto d'opera, poiché le opere prevedevano strutture in cemento armato in zona sismica, attività riservate per legge a ingegneri e architetti. La Corte d'Appello accoglieva l'opposizione e dichiarava nullo il contratto, negando ogni compenso. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso del professionista. I giudici hanno ribadito che il superamento dei limiti professionali del geometra determina la nullità del contratto d'opera, impedendo qualsiasi richiesta di pagamento, anche se i calcoli strutturali erano stati affidati a un ingegnere esterno e i clienti erano consapevoli della violazione.
Continua »