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Art. 223 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 223 Codice di Procedura Civile

Querela di falso su fotocopia: La Cassazione chiarisce
Un azionista proponeva una querela di falso contestando la propria firma su un atto di trasferimento di azioni, di cui era disponibile solo una fotocopia. Dopo aver perso in primo e secondo grado, e vista respinta l'impugnazione in Cassazione, tentava la via della revocazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per revocazione inammissibile, ribadendo che tale rimedio non può essere utilizzato per rimettere in discussione la valutazione delle prove fatta dal giudice di merito. La decisione chiarisce che il procedimento di querela di falso può svolgersi anche su una copia, la cui efficacia probatoria è liberamente apprezzata dal giudice.
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Querela di falso: quando il ricorso è inammissibile
Un cittadino proponeva una querela di falso contestando la firma su una ricevuta di ritorno di una cartella esattoriale. Dopo la sconfitta in primo grado e in appello, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso non validi, in quanto basati su questioni procedurali sollevate per la prima volta in Cassazione o su critiche che miravano a un riesame del merito della vicenda, attività preclusa in sede di legittimità. La decisione sottolinea il rigore formale necessario per la querela di falso e per l'accesso al giudizio di Cassazione.
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Querela di falso fotocopia: vale senza originale?
Un imprenditore contesta la validità di una quietanza di pagamento presentata in fotocopia da una società committente. La Corte di Cassazione stabilisce che la querela di falso fotocopia è ammissibile anche senza la produzione dell'originale, a condizione che la copia sia di qualità tale da permettere una perizia grafologica. Se l'analisi tecnica conferma l'autenticità della firma, il documento è valido, respingendo così il ricorso dell'imprenditore.
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Accertamento analitico-induttivo: prova dei costi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA. L'accertamento, basato su fatture non contabilizzate da fornitori esteri, è stato confermato. La Corte ha stabilito che in un accertamento analitico-induttivo, l'onere di provare l'esistenza di costi deducibili grava interamente sul contribuente. Non è previsto un riconoscimento forfettario dei costi da parte dell'amministrazione finanziaria.
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Querela di falso fotocopia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso relativo a una querela di falso su fotocopia di un contratto, chiarendo il riparto dell'onere della prova. La Corte ha stabilito che, a seguito del tempestivo disconoscimento della conformità all'originale e della sottoscrizione, la fotocopia perde ogni efficacia probatoria. Di conseguenza, la querela di falso è stata correttamente respinta in appello per l'impossibilità di procedere all'accertamento, data la mancata produzione del documento originale. La sentenza sottolinea che l'onere di provare la falsità, in questo specifico contesto, ricadeva sulla parte che aveva intentato la querela.
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Notifica Udienza: Cassazione rinvia per vizio formale
Una società impugna un accertamento fiscale per IRES, IRAP e IVA. Dopo la sconfitta in appello, ricorre in Cassazione lamentando diversi vizi, tra cui la mancata notifica dell'udienza. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a nuovo ruolo, ordinando l'acquisizione del fascicolo d'ufficio per verificare il potenziale difetto procedurale relativo alla notifica udienza, ritenuto pregiudiziale per la prosecuzione del giudizio.
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