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Art. 2215-bis Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2215-bis Codice Civile

Bancarotta fraudolenta documentale: la prima nota non salva
Due amministratori di un'impresa edile hanno subito una condanna per bancarotta fraudolenta documentale e distrazione patrimoniale a seguito del fallimento societario. La difesa ha chiesto la derubricazione in bancarotta semplice, sostenendo che l'omessa tenuta del libro giornale e degli inventari fosse colmata dalla presenza di un file informatico di prima nota. Tramite tale file e gli estratti bancari, gli organi fallimentari avevano infatti ricostruito i movimenti di cassa. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi e ha confermato la condanna. I giudici hanno chiarito che i fogli di lavoro interni non sostituiscono la contabilità obbligatoria. Il reato sussiste pienamente quando la ricostruzione delle attività richiede una particolare diligenza investigativa causata dal disordine contabile doloso.
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Bancarotta fraudolenta patrimoniale tra comodato e pc guasto
L'amministratore di una società fallita impugna la condanna per bancarotta semplice documentale e bancarotta fraudolenta patrimoniale. La contestazione patrimoniale riguardava beni strumentali precedentemente ceduti a terzi e utilizzati dall'azienda in forza di un comodato d'uso. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso: i beni detenuti a titolo precario non appartengono al patrimonio societario senza la prova rigorosa di una cessione simulata o della distrazione del diritto di godimento. Al contrario, la Suprema Corte conferma la colpevolezza per la tenuta informatica delle scritture contabili. L'amministratore non può giustificare l'inaccessibilità dei dati con un guasto tecnico all'hard disk senza aver predisposto adeguate procedure di salvataggio. La sentenza viene annullata con rinvio limitatamente al reato patrimoniale.
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