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Art. 213 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 213 Codice di Procedura Penale

Ricognizione fotografica: quando è prova valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che contestavano la validità di una ricognizione fotografica. La Corte ha ribadito che tale atto, pur svolto in fase di indagini, costituisce una prova atipica pienamente utilizzabile se confermato in dibattimento dal testimone e corroborato da altri elementi, come i filmati di videosorveglianza, e in assenza di prove di un'induzione del riconoscimento.
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Riconoscimento fotografico: quando è prova valida?
Un soggetto condannato per furto ricorre in Cassazione, contestando il suo riconoscimento fotografico perché basato su una sola immagine. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il riconoscimento fotografico è una prova valida il cui valore è liberamente apprezzato dal giudice come una dichiarazione testimoniale, anche senza le formalità di una ricognizione formale.
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Rapina impropria: quando la truffa diventa reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. Il caso riguardava una truffa trasformata in rapina impropria: dopo aver sottratto del denaro con l'inganno, l'imputato si è dato alla fuga. La Corte ha stabilito che la reazione della vittima, che ha tentato di recuperare il maltolto, era prevedibile e che la fuga pianificata per garantirsi il possesso del denaro e l'impunità integra il reato di rapina, escludendo l'applicabilità del concorso anomalo.
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Riconoscimento fotografico: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato in abitazione. La ricorrente contestava la validità del riconoscimento fotografico effettuato dalla polizia. La Corte ha stabilito che tale atto, sebbene atipico, è una prova pienamente valida se valutata insieme ad altri elementi, come nel caso di specie, dove video di sorveglianza e altri indizi confermavano la colpevolezza. Il ricorso è stato ritenuto generico per non aver affrontato tutti gli elementi probatori.
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Riconoscimento fotografico: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa e sostituzione di persona. L'ordinanza ribadisce la piena validità probatoria del riconoscimento fotografico, equiparandolo a una testimonianza, e conferma la possibilità di concorso tra i due reati, in quanto tutelano beni giuridici diversi (la fede pubblica e il patrimonio). La Corte ha inoltre respinto le lamentele sulla pena, in quanto questioni di merito non ammissibili in sede di legittimità.
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