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Art. 2120 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 2120 Codice Civile

Credito d’imposta TFR: quando chiedere il rimborso?
Una società edile in concordato preventivo ha chiesto il rimborso di un credito d'imposta TFR, non potendolo compensare. La Cassazione chiarisce che il termine per la richiesta decorre da quando l'INPS interviene per pagare i TFR, cassando la decisione di merito che aveva fissato un termine diverso.
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Deducibilità TFM: Cassazione chiarisce i limiti
Una società si è vista negare la deduzione per gli accantonamenti al Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei suoi amministratori perché l'Agenzia delle Entrate li riteneva eccessivi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM amministratori non è soggetta ai limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. La deduzione è ammessa secondo il principio di competenza, a patto che il diritto al TFM risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
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Anticipazione TFR: Limiti e Obblighi Contributivi
Un'azienda erogava l'anticipazione TFR mensilmente ai dipendenti. L'INPS ha contestato la pratica, ritenendola retribuzione soggetta a contributi. La Cassazione ha dato ragione all'INPS, stabilendo che un'anticipazione TFR mensile e senza causale snatura l'istituto e deve essere considerata retribuzione imponibile.
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Indennità supplementare: dovere di buona fede del datore
Un dirigente si è visto negare l'indennità supplementare perché l'azienda non ha collaborato alla firma del verbale di conciliazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo che il comportamento ostruzionistico del datore di lavoro fa scattare la "finzione di avveramento": la condizione si considera realizzata e l'indennità è dovuta. La Corte ha anche confermato che i benefit percepiti all'estero, come alloggio e auto, rientrano nel calcolo del TFR.
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Calcolo TFR e Giudicato Esterno: il caso del lettore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ex lettore universitario per un'anticipazione sul TFR. La decisione si fonda sul principio del giudicato esterno: una precedente sentenza tra le stesse parti aveva già definito in modo vincolante i criteri per il calcolo TFR, impedendo un nuovo esame della questione.
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Accordo transattivo TFR: quando esclude le differenze
Un ex dipendente ha ottenuto in appello il ricalcolo del TFR per includere lo straordinario. La società ha presentato ricorso in Cassazione, eccependo l'esistenza di un precedente accordo transattivo TFR. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza e rinviando il caso alla Corte d'Appello. Il motivo è che i giudici di merito non avevano esaminato l'accordo, che avrebbe potuto aver già risolto la controversia, precludendo ulteriori richieste da parte del lavoratore.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16354/2025, ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per la deducibilità del TFR dei dipendenti non si applicano al Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. Ai fini della deducibilità TFM amministratori per competenza, è sufficiente che l'indennità sia prevista da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha inoltre chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni prima dell'emissione dell'avviso di accertamento non si applica alle verifiche fiscali 'a tavolino'.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società manifatturiera ha contestato un avviso di accertamento che negava la deducibilità di un accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei suoi amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando la piena deducibilità TFM amministratori secondo il principio di competenza, a condizione che l'emolumento sia previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM degli amministratori.
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Uso aziendale: il superminimo non è assorbibile
Una grande società di telecomunicazioni ha illegittimamente ridotto lo stipendio di alcuni dipendenti assorbendo il loro superminimo individuale negli aumenti previsti dal nuovo contratto collettivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che la prassi consolidata di non assorbire tale voce retributiva costituisce un "uso aziendale" vincolante. Tale uso può essere revocato solo con una comunicazione formale, chiara e giustificata, cosa che non è avvenuta nel caso di specie.
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Indennità di buonuscita: onorari e affidamento
Un ente pubblico ha richiesto la restituzione di una parte dell'indennità di buonuscita erogata a un proprio ex avvocato dipendente, sostenendo che gli onorari professionali fossero stati indebitamente inclusi nel calcolo. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione all'ente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare rilevanza giuridica, soprattutto alla luce del principio di tutela del legittimo affidamento del lavoratore, e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Retribuzione pubblico impiego: CCNL è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8134/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla retribuzione nel pubblico impiego. Anche quando un rapporto di lavoro viene riconosciuto come subordinato solo a posteriori (ex art. 2126 c.c.), la retribuzione spettante al lavoratore non può superare quella prevista dalla fascia iniziale del contratto collettivo nazionale (CCNL) di riferimento. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva riconosciuto al dipendente una retribuzione superiore, affermando che nella Pubblica Amministrazione non è ammessa la stipula di contratti 'atipici' o più favorevoli rispetto alla contrattazione collettiva, e che ogni somma erogata in eccedenza è da considerarsi indebita.
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Indennità di buonuscita: TFR per dipendenti ex DGAC
Un ex dipendente di un'autorità pubblica per l'aviazione, confluito in un nuovo ente nazionale, ha rivendicato il diritto a mantenere l'indennità di buonuscita anziché passare al regime del TFR. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la legge speciale istitutiva del nuovo ente ha legittimamente disposto il passaggio al TFR. La Corte ha chiarito che i diritti acquisiti sono stati salvaguardati attraverso la conversione della buonuscita maturata in una quota iniziale del nuovo TFR, in linea con l'obiettivo di armonizzare i trattamenti del personale proveniente da enti diversi.
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Pagamento TFR Fondo Garanzia: No alla doppia imposta
Un lavoratore ha richiesto il pagamento del suo TFR al netto dall'INPS. L'ente ha erroneamente trattato tale somma come lorda, applicando una seconda ritenuta fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che in caso di richiesta netta per il pagamento TFR Fondo Garanzia, l'istituto deve ricalcolare il lordo corrispondente e applicare le imposte una sola volta, garantendo al lavoratore la somma netta corretta e impedendo una illegittima doppia imposizione.
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Licenziamento disciplinare dirigente: analisi Cassazione
Un manager di un'azienda di trasporti pubblici è stato licenziato per aver violato le procedure interne nell'affidamento di consulenze esterne. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare dirigente, ribadendo la differenza tra 'giusta causa' e 'giustificatezza'. La Corte ha inoltre accolto un ricorso dell'azienda su un punto procedurale relativo alla retribuzione variabile, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Fondo di Garanzia TFR: diritto anche se fallimento revocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori hanno diritto alla prestazione del Fondo di Garanzia TFR anche se la sentenza di fallimento del loro datore di lavoro viene successivamente revocata. Il diritto sorge nel momento in cui, pendente la procedura fallimentare, il credito del lavoratore viene ammesso allo stato passivo e viene presentata la domanda all'ente previdenziale. La successiva revoca del fallimento, non avendo effetto retroattivo sui diritti già perfezionati, non può annullare la prestazione richiesta, poiché al momento della domanda sussistevano tutti i presupposti di legge.
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Deducibilità TFM amministratori: limiti non applicabili
Una società ha contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per i suoi amministratori, applicando le stesse regole del TFR per i dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti quantitativi dell'art. 2120 c.c. previsti per i lavoratori subordinati. La Corte ha ribadito che il TFM è deducibile per competenza solo se previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del mandato.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità integrale degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, poiché l'Agenzia delle Entrate applicava i limiti previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, confermando la piena deducibilità TFM amministratori, a condizione che il diritto a tale trattamento risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha ribadito che non esiste alcuna norma che equipari fiscalmente il TFM al TFR.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società ha contestato un avviso di accertamento che negava la piena deducibilità dei costi per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM. La piena deducibilità TFM è ammessa secondo il principio di competenza, a patto che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
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Deducibilità TFM: i limiti del TFR non si applicano
L'Agenzia delle Entrate contestava a due società la deducibilità di accantonamenti per il TFM degli amministratori, sostenendo l'applicazione dei limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti dell'art. 2120 c.c. e segue le proprie regole, basate sul principio di competenza se l'indennità è prevista da un atto scritto con data certa anteriore al rapporto.
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Deducibilità TFM: Cassazione esclude il limite TFR
Due società hanno contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, applicando le stesse regole del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso delle società, stabilendo che i limiti quantitativi previsti per il TFR non sono applicabili al TFM. Per la piena deducibilità TFM secondo il principio di competenza, è sufficiente che l'indennità sia stabilita da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo.
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