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Art. 2120 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 2120 Codice Civile

Pensione integrativa e rivalsa: le regole della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta determinazione della pensione integrativa per gli ex dipendenti di un ente previdenziale. Il cuore della controversia riguarda l'inclusione di specifiche indennità mensili nella base di calcolo pensionistica e la legittimità della trattenuta per rivalsa contributiva operata sull'indennità di buonuscita. La Corte ha confermato che le voci retributive percepite con carattere di fissità e continuità devono essere computate nella pensione integrativa. Tuttavia, ha accolto il ricorso dell'ente riguardo alla rivalsa contributiva, stabilendo che tale trattenuta è legittima per tutti gli iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria, in quanto destinata a finanziare l'aumento delle pensioni per tutti i lavoratori.
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Calcolo TFR indennità estero: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo TFR indennità estero, confermando che voci come l'indennità carovita e l'alloggio sono parte della base pensionabile se corrisposte in via continuativa. La sentenza rigetta il ricorso di un datore di lavoro, sottolineando che solo deroghe esplicite nei contratti collettivi possono escludere tali somme dal trattamento di fine rapporto.
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Indennità sostitutiva preavviso: fuori dal calcolo TFR
Un fondo di previdenza ha agito per ottenere il versamento di contributi calcolati anche sull'indennità sostitutiva del preavviso di un ex dirigente di una società fallita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio secondo cui tale indennità, avendo natura risarcitoria e non retributiva, non rientra nella base di calcolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), in quanto si riferisce a un periodo non lavorato.
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Trattamento estero nel TFR: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un dipendente bancario che ha lavorato per lunghi periodi all'estero, ricevendo un "trattamento estero". La controversia riguardava l'inclusione di tale trattamento nella base di calcolo del TFR. La Corte ha confermato che le componenti del trattamento destinate a rimborsare spese specifiche, come l'alloggio e i viaggi, non hanno natura retributiva e sono quindi escluse dal TFR. Ha inoltre chiarito che i contributi previdenziali devono essere calcolati sulla retribuzione effettiva e non su basi convenzionali fiscali. Entrambi i ricorsi, del lavoratore e della banca, sono stati respinti.
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Controvalore carta libera circolazione: no alla moneta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30112/2023, ha stabilito che la carta di libera circolazione non ha natura retributiva. Un lavoratore aveva richiesto il controvalore carta libera circolazione non goduta, ma la Corte ha respinto la domanda, definendo la carta un'agevolazione legata allo status di dipendente e non una parte dello stipendio. Di conseguenza, non può essere monetizzata.
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Divisa da lavoro: è retribuzione? La Cassazione decide
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello che includeva il valore della divisa da lavoro obbligatoria nel calcolo del TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione precedente. Ha stabilito che i giudici di merito non avevano adeguatamente esaminato gli accordi aziendali per determinare se la divisa costituisse un reale vantaggio economico per il lavoratore o fosse un semplice strumento di lavoro, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Divisa come retribuzione: la Cassazione fa chiarezza
L'ordinanza analizza se il valore della divisa obbligatoria per i dipendenti di un'azienda di trasporti debba essere considerato ai fini del calcolo del TFR. La Cassazione, accogliendo il ricorso dell'azienda, ha cassato la decisione di merito che qualificava la divisa come retribuzione (fringe benefit). Ha stabilito che è necessaria un'attenta interpretazione degli accordi aziendali per capire se la fornitura dell'uniforme costituisca un vantaggio economico per il lavoratore o un mero strumento di lavoro a carico dell'azienda.
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Massa vestiario TFR: quando è retribuzione?
Dei lavoratori di un'azienda di trasporti avevano ottenuto in primo e secondo grado il riconoscimento del valore della divisa aziendale (massa vestiario) nel calcolo del TFR, considerandola un benefit. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29947/2023, ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la Corte d'Appello non ha correttamente interpretato gli accordi aziendali, non verificando se l'obbligo di indossare la divisa fosse un mero strumento di lavoro nell'esclusivo interesse del datore di lavoro, anziché un vantaggio economico per il dipendente. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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