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Art. 2113 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 2113 Codice Civile

Diffida accertativa: poteri ispettori e onere prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro una diffida accertativa per crediti da lavoro straordinario. La Corte ha stabilito che gli ispettori del lavoro hanno il potere di compiere accertamenti di fatto, non solo tecnici. Una volta che la diffida accertativa diventa titolo esecutivo, spetta al datore di lavoro l'onere di contestarne in giudizio la fondatezza, provando l'insussistenza del credito vantato dal lavoratore.
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Lavoro festivo: sì alla rinuncia con accordo individuale
Un dipendente di un'azienda di telecomunicazioni è stato sanzionato per essersi assentato durante due festività infrasettimanali. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il diritto al riposo durante il lavoro festivo è disponibile e può essere oggetto di rinuncia. Un accordo individuale, come un contratto che prevede turni a copertura continua (24/7), è sufficiente a manifestare il consenso del lavoratore a prestare servizio anche in tali giornate, legittimando la richiesta del datore di lavoro.
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Vizio del consenso: annullata conciliazione sindacale
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una conciliazione sindacale a causa di un vizio del consenso. I lavoratori avevano firmato l'accordo sotto la minaccia concreta di perdere il posto di lavoro. La Corte ha stabilito che anche gli accordi siglati in sedi protette, come quelle sindacali, non sono immuni da impugnazioni per vizi della volontà, ribadendo che la tutela del lavoratore prevale sulla forma dell'accordo.
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TFR e cessione d’azienda: quando è esigibile?
La Corte di Cassazione chiarisce che in una cessione d'azienda, se il rapporto di lavoro prosegue con la nuova società, il TFR maturato con il vecchio datore di lavoro (poi fallito) non è immediatamente esigibile. La nuova legge sulla crisi d'impresa non si applica retroattivamente. Il caso analizza proprio il principio del TFR e cessione d'azienda.
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Trasferimento d’azienda: la responsabilità solidale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che contestava la propria responsabilità solidale per i debiti verso i dipendenti a seguito di un complesso trasferimento d'azienda. L'ordinanza conferma che una serie articolata di cessioni, affitti e retrocessioni di rami d'azienda costituisce un fenomeno unitario ai sensi dell'art. 2112 c.c., garantendo la continuità dei diritti dei lavoratori. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, pur presentati come violazioni di legge, miravano in realtà a una nuova valutazione dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità.
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Riduzione superminimo: il silenzio non vale consenso
Un lavoratore ha contestato la riduzione del suo superminimo, ma la Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso. Sebbene il silenzio da solo non implichi consenso, la Corte d'Appello aveva correttamente valutato il comportamento complessivo del dipendente (sottoscrizione della comunicazione, prosecuzione del lavoro per anni senza proteste) come un'accettazione di fatto, una valutazione insindacabile in sede di legittimità. La decisione sottolinea la distinzione tra mera inerzia e un comportamento concludente che manifesta una volontà.
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