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Art. 2108 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 2108 Codice Civile

Lavoro straordinario: retribuzione nel pubblico impiego
Un dipendente di un'Agenzia Regionale ha richiesto il pagamento per attività di consulenza svolte per conto dell'ente verso terzi. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il diritto basandosi su una prassi interna, ma la Cassazione ha chiarito che il lavoro straordinario nel pubblico impiego, se autorizzato anche implicitamente, deve essere retribuito secondo i parametri del CCNL e non tramite percentuali arbitrarie. La sentenza sottolinea che l'art. 2126 c.c. tutela il lavoratore per l'attività prestata, ma la quantificazione deve rispettare i vincoli della contrattazione collettiva nazionale.
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Lavoro straordinario pubblico: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un autista dipendente pubblico volta a ottenere il pagamento per il lavoro straordinario. La decisione sottolinea che, nel pubblico impiego contrattualizzato, la prova delle ore effettuate tramite fogli di viaggio non è sufficiente. È infatti indispensabile la previa autorizzazione formale del dirigente, necessaria per tutelare l'interesse pubblico e monitorare la spesa finanziaria dell'ente. Senza tale atto, il diritto al compenso non sorge, indipendentemente dall'effettivo svolgimento della prestazione aggiuntiva.
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Lavoro straordinario dirigenza medica: quando spetta?
Un dirigente medico si è visto negare il pagamento delle ore di lavoro straordinario. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32832/2023, ha confermato che per la dirigenza medica il superamento dell'orario è di norma compensato dalla retribuzione di risultato e non come straordinario, salvo casi specifici e autorizzati come le guardie o la pronta disponibilità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non è stato dimostrato il superamento dei limiti di ragionevolezza o la natura eccezionale delle prestazioni richieste.
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Lavoro straordinario: il diritto alla retribuzione
Un operatore sanitario ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Pubblica per il mancato pagamento di prestazioni rese per un servizio di 'dialisi estiva' tra il 2013 e il 2015. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, non riconoscendo la fattispecie come 'prestazioni aggiuntive' per mancanza dei requisiti autorizzativi. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17641/2023, ha cassato la decisione, riqualificando la prestazione come lavoro straordinario. Ha stabilito che, ai sensi dell'art. 2126 c.c., il lavoro effettivamente prestato con il consenso del datore di lavoro deve essere sempre retribuito, indipendentemente dai vincoli di bilancio dell'ente.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione la sentenza di merito che rigettava le sue richieste di differenze retributive, superiore inquadramento e riconoscimento di un periodo di lavoro irregolare. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza per omessa pronuncia, poiché i giudici d'appello avevano completamente ignorato le domande relative al lavoro svolto prima della formale assunzione e al lavoro straordinario. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questi punti.
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Lavoro straordinario pubblico impiego: quando va pagato?
Un dipendente pubblico, tecnico caldaista, ha richiesto il pagamento per lavoro straordinario svolto su ordine del suo diretto superiore. La Corte d'Appello aveva negato il compenso, ritenendo necessaria l'autorizzazione del Direttore Generale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per il diritto alla retribuzione del lavoro straordinario pubblico impiego è sufficiente l'autorizzazione preventiva del dirigente responsabile della struttura, anche se questa comporta il superamento dei limiti contrattuali. La prestazione lavorativa effettivamente resa e autorizzata deve essere sempre remunerata.
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