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Art. 2093 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2093 Codice Civile

Azienda speciale e contributi previdenziali: regole private
L'Azienda Speciale ha impugnato i verbali ispettivi di INPS e INAIL che richiedevano oltre 152.000 euro per irregolarità contributive su contratti a progetto, collaborazioni coordinate e lavoro accessorio non genuini. L'ente sosteneva di non dover applicare le regole del settore privato a causa della sua natura pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'azienda speciale di un ente locale è un ente pubblico economico. Di conseguenza, i suoi rapporti di lavoro sono interamente regolati dal diritto privato. La Suprema Corte ha stabilito che in tema di azienda speciale e contributi previdenziali si applica la disciplina previdenziale ordinaria dei datori di lavoro privati, rendendo legittime le sanzioni e i recuperi contributivi richiesti dagli enti previdenziali.
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Mansioni superiori: l’ente pubblico applica le regole private
Un dipendente di un'azienda territoriale per l'edilizia residenziale ha svolto per oltre sei anni compiti di livello dirigenziale. Ha quindi richiesto il riconoscimento definitivo della qualifica superiore e le relative differenze di stipendio. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo applicabili i divieti del pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore. I giudici hanno stabilito che l'ente, essendo un ente pubblico economico, è regolato dal diritto privato e non dalle norme sul pubblico impiego. Di conseguenza, lo svolgimento di mansioni superiori dà diritto alla promozione automatica ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova decisione.
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Ente Pubblico, Contratto Privato: Dirigente vince sul demansionamento
Un dirigente di un'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale (ATER), ente pubblico economico, ha contestato il demansionamento e richiesto compensi per incarichi extra. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il contratto con un ente pubblico economico è un rapporto di lavoro privatistico, regolato dal diritto privato e non dalle norme del pubblico impiego. Di conseguenza, il dirigente ha diritto a tutele contro il demansionamento e a compensi aggiuntivi, poiché il principio di onnicomprensività della retribuzione non si applica. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione sfavorevole al lavoratore, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su queste regole.
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