La sentenza n. 5365/2026 della Prima Sezione Penale affronta il tema della pericolosità sociale in relazione all'applicazione delle misure di sicurezza. La Corte chiarisce che il giudizio di pericolosità non può basarsi esclusivamente sui precedenti penali, ma richiede un'analisi concreta e attuale del comportamento del soggetto. La decisione sottolinea l'obbligo per il giudice di merito di motivare rigorosamente l'esistenza di un rischio reale di recidiva, annullando i provvedimenti basati su automatismi o presunzioni superate dal tempo.
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