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Art. 204 Codice della Strada — Anno 2022

Altri anni per Art. 204 Codice della Strada

Opposizione a ordinanza-ingiunzione e atti tardivi
Una società impugnava un verbale per transito in corsia riservata. Il Prefetto respingeva il ricorso ed emetteva ordinanza di pagamento oltre i termini ordinari di legge. La società proponeva opposizione a ordinanza-ingiunzione davanti al Giudice di Pace, sostenendo l'estinzione della sanzione per tardività dell'atto prefettizio. La Prefettura si costituiva in ritardo, producendo la prova dell'avvenuta convocazione per l'audizione solo alla prima udienza. Il Tribunale convalidava la sanzione ritenendo ammissibile la produzione documentale tardiva della Pubblica Amministrazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società: la prova della convocazione dell'audizione è soggetta alla decadenza di dieci giorni prima dell'udienza prevista per il rito del lavoro. Senza tale prova tempestiva, l'ordinanza è tardiva e la sanzione decade.
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Multe: serve l’avviso di ricevimento raccomandata
Un'automobilista riceve cartelle di pagamento per multe stradali e fa opposizione sostenendo l'annullamento delle sanzioni per mancata risposta del Prefetto al suo ricorso. Il Comune eccepisce di non aver mai ricevuto tale ricorso. L'automobilista produce solo la ricevuta di spedizione postale e non l'avviso di ricevimento raccomandata. I giudici di merito respingono l'opposizione. La Corte di Cassazione conferma che la semplice spedizione non basta quando il destinatario contesta la consegna. Per far scattare la presunzione di arrivo dell'atto serve l'avviso di ricevimento raccomandata. I Supremi Giudici accolgono invece il motivo relativo alle spese legali liquidate in eccesso.
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Mancata esibizione assicurazione: le banche dati non salvano
Un automobilista impugna una sanzione inflitta per la mancata esibizione assicurazione del proprio veicolo presso l'ufficio di polizia preposto. Il conducente sostiene che le forze dell'ordine avrebbero dovuto verificare la copertura mediante la banca dati telematica, richiamando una circolare ministeriale del 2003. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che le circolari ministeriali hanno una mera efficacia interna e non possono abrogare norme di legge statale. L'obbligo di esibire il documento rimane a carico dell'automobilista. La Corte conferma inoltre che l'autore della violazione deve rimborsare le spese di procedimento e di notifica.
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Ordinanza ingiunzione: la Cassazione frena i tempi dello Stato
Un automobilista ha impugnato la sanzione ricevuta per aver circolato con la patente sospesa. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione. In Cassazione, il relatore ha proposto il rigetto del ricorso sostenendo che, non essendo ammesso il pagamento in misura ridotta, l'unico atto impugnabile fosse l'ordinanza ingiunzione, emettibile senza termini di decadenza ma solo di prescrizione. Tuttavia, il Collegio non ha condiviso questa tesi. Richiamando una pronuncia della Corte Costituzionale, i giudici hanno evidenziato la necessità di un'interpretazione orientata alla Costituzione per verificare l'applicabilità dei termini di decadenza previsti dal codice della strada. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la trattazione della causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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