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Art. 2035 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2035 Codice Civile

Responsabilità civile datore di lavoro: la Cassazione
Un'associazione criminale organizzava finte selezioni di lavoro per un istituto di credito, truffando numerosi candidati. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne penali, ma ha annullato la decisione d'appello che escludeva la responsabilità civile dell'istituto. La Corte ha sancito che il giudice di secondo grado non aveva adeguatamente motivato la riforma della sentenza di primo grado, violando l'obbligo di motivazione rafforzata in tema di responsabilità civile del datore di lavoro. La questione è stata rinviata a un giudice civile.
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Contratto nullo PA: quando spetta l’indennizzo?
Una società si opponeva a un'ingiunzione di pagamento per una fornitura d'acqua da parte di un Comune, basata su un contratto nullo per difetto di forma. La Corte d'Appello aveva condannato la società a pagare un indennizzo per arricchimento senza causa. La Corte di Cassazione, rilevando complesse questioni giuridiche sull'ammissibilità di tale azione quando un contratto nullo con la PA viola norme imperative, ha sospeso la decisione e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo.
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Estorsione aggravata: la differenza con l’autotutela
Un individuo, accusato di estorsione aggravata per aver utilizzato soggetti legati a un clan mafioso per recuperare un debito illecito per conto di un parente, ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'accusa. La Corte ha chiarito che il recupero di un credito illecito, specialmente con l'intervento di terzi che perseguono un proprio profitto, integra il reato di estorsione e non il meno grave esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo respinge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa aggravata. La manifesta infondatezza dei motivi, ritenuti meramente ripetitivi, ha impedito alla Corte di esaminare il merito e, di conseguenza, di dichiarare l'eventuale prescrizione del reato. La sentenza conferma che un ricorso inammissibile non instaura un valido rapporto processuale, cristallizzando la condanna e comportando il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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