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Art. 2003 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2003 Codice Civile

Confisca del profitto del reato investito in titoli
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca del profitto di un reato. Una cooperativa aveva usato denaro illecito per acquistare titoli al portatore da una società terza. Poiché i titoli non sono stati trovati, la Procura ha tentato di confiscare il denaro versato presso la società emittente. La Cassazione ha stabilito che ciò non è possibile, a meno che non si dimostri che la società emittente non sia "estranea al reato" o che la cooperativa conservi ancora la disponibilità del denaro. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo punto.
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Prescrizione libretto risparmio: quando scatta?
Alcuni eredi hanno rinvenuto vecchi libretti di risparmio appartenenti ai loro avi, chiedendone il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che la prescrizione libretto risparmio decorre indipendentemente dalla conoscenza dell'esistenza del titolo da parte dell'erede. L'ordinanza sottolinea l'irrilevanza dell'ignoranza, anche incolpevole, ai fini del decorso del termine decennale. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili perché i ricorrenti non hanno impugnato tutte le autonome ragioni giuridiche su cui si fondava la decisione d'appello (la cosiddetta 'duplice ratio decidendi').
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Buoni fruttiferi cointestati: rimborso e morte
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di decesso di uno dei titolari di buoni fruttiferi cointestati con clausola di 'pari facoltà di rimborso', il cointestatario superstite ha il diritto di riscuotere l'intera somma. L'istituto bancario che effettua il pagamento agisce legittimamente, anche se a conoscenza del decesso. Gli eredi del defunto dovranno rivalersi direttamente sul cointestatario che ha incassato la somma, non sulla banca. La Corte ha anche chiarito che la fusione per incorporazione di una società durante un processo non ne inficia la legittimazione processuale, grazie al principio di ultrattività del mandato al difensore.
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Qualificazione giuridica: dovere del giudice sui fatti
Un cittadino ha agito in giudizio per la restituzione di somme portate da assegni, da lui emessi per un investimento ma illecitamente incassati da terzi. L'attore ha qualificato la sua azione come ripetizione di indebito. I giudici di merito hanno respinto la domanda, sostenendo che i fatti descritti configurassero un illecito extracontrattuale, azione non proposta. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, affermando il principio della corretta qualificazione giuridica: spetta al giudice inquadrare i fatti nella corretta fattispecie legale, anche se la parte ha indicato norme non pertinenti. Il giudice non può respingere la domanda solo per l'errata indicazione della norma, ma deve esaminarla applicando quella corretta.
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