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Art. 2 Costituzione — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 2 Costituzione

Exceptio doli: cliente complice nei prestiti, la banca non paga
Un cliente ha citato in giudizio una banca, accusandola di avergli concesso finanziamenti tramite operazioni illecite che lo hanno portato a un'eccessiva esposizione debitoria. I giudici hanno respinto la richiesta di risarcimento. La decisione si fonda sul fatto che il cliente era pienamente consapevole e consenziente, avendo sollecitato e accettato le operazioni scorrette. La Corte ha applicato il principio dell'**exceptio doli generalis**, secondo cui chi agisce in malafede, partecipando attivamente a un illecito per trarne vantaggio, non può poi chiedere un risarcimento per i rischi che ne sono derivati. La pretesa del cliente è stata quindi giudicata contraria alla buona fede.
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Cremazione: il consenso dei familiari è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha confermato che la Cremazione dei resti mortali derivanti da esumazione richiede necessariamente il consenso espresso dei familiari. Nel caso analizzato, un ente gestore di servizi cimiteriali aveva proceduto alla trasformazione in cenere senza aver correttamente informato gli aventi diritto, interpretando erroneamente il silenzio come assenso. La Suprema Corte ha chiarito che il diritto dei congiunti di decidere le modalità di culto è un diritto della personalità protetto dagli articoli 2 e 19 della Costituzione. Di conseguenza, la violazione di tale volontà configura una lesione risarcibile del sentimento di pietà verso i defunti, non potendo l'amministrazione procedere d'ufficio in presenza di familiari reperibili.
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Riduzione del pignoramento: criteri di scelta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una debitrice che contestava la riduzione del pignoramento operata su un immobile abitativo anziché su terreni agricoli. Nonostante la richiesta della parte esecutata di preservare la propria abitazione, i terreni presentavano gravi lacune nella continuità delle trascrizioni, mancando la trascrizione dell'accettazione di eredità. La Corte ha chiarito che la riduzione del pignoramento è un atto discrezionale del giudice, finalizzato a garantire una pronta liquidazione dei beni senza gravare il creditore di oneri extra per regolarizzare titoli di proprietà incerti.
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Responsabilità per custodia: caduta su tombino
Una cittadina ha citato un ente comunale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta su un tombino non complanare al marciapiede, nascosto da detriti e foglie in un orario di scarsa visibilità. La Corte di Cassazione ha confermato la piena **responsabilità per custodia** dell'ente pubblico, rigettando il ricorso che mirava a ottenere il riconoscimento di un concorso di colpa della vittima. La Corte ha ribadito che la responsabilità ex art. 2051 c.c. ha natura oggettiva e che il custode può liberarsi solo provando il caso fortuito, elemento non sussistente nel caso di specie data l'insidia non visibile e non segnalata.
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Fondo solidarietà vittime mafia: guida ai requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di accesso al Fondo solidarietà vittime mafia per i familiari di un soggetto coinvolto in dinamiche criminali. La decisione ribadisce che il requisito dell'estraneità agli ambienti malavitosi è un elemento immanente della normativa, volto a premiare chi si oppone alla mafia e non chi ne fa parte. Anche prima delle riforme esplicite del 2016, la ratio della legge escludeva benefici per soggetti inseriti in contesti di criminalità organizzata, rendendo legittimo il rigetto della domanda amministrativa basato sulla partecipazione della vittima a scontri tra clan.
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Responsabilità da cose in custodia: guida alla prova
Un cittadino ha citato un'amministrazione comunale per i danni subiti a seguito di una caduta su un marciapiede dissestato. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che la Responsabilità da cose in custodia è esclusa se il danneggiato agisce con imprudenza. Nel caso specifico, l'anomalia era ampiamente visibile e l'illuminazione pubblica sufficiente, rendendo la condotta del pedone la causa esclusiva dell'evento.
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Responsabilità civile magistrati e danni non patrimoniali
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità civile magistrati in relazione al risarcimento dei danni non patrimoniali. Un cittadino aveva agito contro un magistrato per danni subiti a causa di provvedimenti giudiziari, ma la domanda era stata respinta poiché la normativa allora vigente limitava il risarcimento ai soli casi di privazione della libertà personale. La Suprema Corte, recependo la storica sentenza n. 205/2022 della Corte Costituzionale, ha ribaltato l'orientamento precedente. È stato stabilito che negare il risarcimento per la lesione di altri diritti inviolabili, come la salute o la vita privata, è irragionevole e incostituzionale. La causa è stata quindi rinviata per una nuova valutazione del danno.
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Calunnia e risarcimento: l’onere della prova
Una società agricola e il suo amministratore hanno citato in giudizio un venditore immobiliare chiedendo il risarcimento per calunnia e diffamazione. Il venditore, fermato alla frontiera con contanti, aveva dichiarato che la somma era un pagamento in nero ricevuto per la vendita dell'immobile. La Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che spetta all'attore provare la falsità delle dichiarazioni e la consapevolezza dell'innocenza da parte del dichiarante. La semplice quietanza nel contratto notarile non è stata ritenuta prova sufficiente della falsità del pagamento extra.
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Appendice di vincolo: obblighi dell’assicuratore
Una società di leasing ha citato in giudizio una compagnia assicurativa per ottenere l'indennizzo a seguito del furto di un veicolo assicurato con **appendice di vincolo**. L'assicuratore ha negato il pagamento a causa del mancato versamento del premio da parte dell'impresa utilizzatrice. La Cassazione ha stabilito che l'assicuratore ha l'obbligo, in base ai principi di buona fede e correttezza, di informare il beneficiario del vincolo circa il mancato pagamento del premio, poiché il contratto si configura come a favore di terzo.
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Responsabilità da cose in custodia: il caso fortuito
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danni presentata dagli eredi di un uomo deceduto a seguito di una caduta da una passerella in legno precaria. La Corte ha stabilito che la Responsabilità da cose in custodia dell'ente pubblico è esclusa quando la condotta del danneggiato è talmente imprudente da interrompere il nesso causale. Nel caso specifico, la vittima aveva scelto di utilizzare una passerella abusiva e pericolosa nonostante la presenza di una gradinata in cemento sicura e autorizzata nelle immediate vicinanze. Tale comportamento è stato qualificato come caso fortuito, esonerando il custode da ogni obbligo risarcitorio.
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Buca nascosta dalle foglie: il Comune paga, nessuna colpa al pedone
Una cittadina subisce gravi lesioni cadendo a causa di una buca stradale nascosta da alcune foglie. Il Comune, proprietario della strada, viene citato per danni. La Corte di Cassazione ha confermato la piena responsabilità da cose in custodia dell'ente, escludendo qualsiasi colpa della danneggiata. Secondo i giudici, la presenza di foglie non è sufficiente a qualificare come 'incauta' la condotta del pedone, se la vera causa dell'incidente è il dissesto del manto stradale. Il Comune è stato quindi condannato al risarcimento integrale del danno, stabilendo un importante principio sulla prevalenza della cattiva manutenzione rispetto a una minima disattenzione del cittadino.
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Prescrizione e buona fede nel trasporto marittimo
Una società di logistica ha impugnato la decisione che dichiarava estinto per prescrizione il diritto al risarcimento dei danni subiti da un automezzo durante un trasporto marittimo. Nonostante il termine semestrale previsto dall'art. 438 cod. nav., la ricorrente sosteneva che le trattative e le perizie svolte con il vettore e l'assicuratore avessero interrotto tale termine. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il principio di buona fede impone di valutare se il comportamento del debitore, che avvia trattative risarcitorie per poi eccepire improvvisamente la prescrizione, costituisca un esercizio abusivo del diritto.
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Diffamazione a mezzo stampa: limiti e risarcimento
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità per diffamazione a mezzo stampa in un caso di pubblicazione di notizie imprecise e foto decontestualizzate. I giudici hanno chiarito che il diritto di cronaca richiede una verifica rigorosa delle fonti e che il danno d'immagine può estendersi anche agli enti collettivi collegati alla vittima.
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Procura Cassazione: ricorso inammissibile se manca
Un istituto finanziario, condannato per l'illecito incasso di assegni rubati e contraffatti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma per un vizio di forma: la mancata produzione della procura notarile che attestava i poteri del rappresentante legale che ha conferito il mandato all'avvocato. La sentenza evidenzia come la Procura Cassazione richieda una catena di poteri perfettamente documentata, pena l'invalidità dell'atto.
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Danno non patrimoniale: sì al risarcimento funerale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33276/2023, ha stabilito che la mancata partecipazione al funerale del proprio genitore a causa della cancellazione di un volo costituisce un danno non patrimoniale risarcibile. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva qualificato il pregiudizio come di lieve entità, affermando che l'impedimento a partecipare a un evento unico e irripetibile come le esequie di un padre, data la tutela costituzionale dei rapporti familiari, supera la soglia della tollerabilità e non può essere considerato un danno bagattellare. Il danno, tuttavia, non è presunto ('in re ipsa') ma deve essere allegato e provato dalla parte lesa.
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Liberazione del fideiussore: i doveri della banca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito contro la decisione che aveva sancito la liberazione del fideiussore. La Corte ha confermato che la banca, continuando a finanziare una società pur essendo a conoscenza del suo progressivo dissesto economico e senza informare gli eredi del garante, ha violato i principi di correttezza e buona fede, giustificando la liberazione degli eredi dall'obbligazione di garanzia ai sensi dell'art. 1956 c.c.
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Responsabilità del custode: disattenzione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un cittadino caduto a causa di una pietra sconnessa. La Corte ha stabilito che la condotta della vittima, caratterizzata da un'evidente disattenzione su una strada nota e poco illuminata, integra il 'caso fortuito', escludendo così la responsabilità del custode (il Comune) per i danni subiti.
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Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un automobilista per un incidente causato da un tombino aperto. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta del danneggiato, ritenuta imprudente, ha interrotto il nesso causale, diventando l'unica causa del sinistro e escludendo così la responsabilità degli enti custodi della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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Nesso causale e buca: la condotta del danneggiato
Un motociclista ha citato in giudizio il Comune per i danni subiti a causa di una caduta provocata da una buca stradale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato stabilito che la condotta imprudente e negligente del motociclista, che non manteneva una distanza di sicurezza adeguata dal veicolo che lo precedeva, ha interrotto il nesso causale tra la presenza della buca e l'incidente, esonerando così l'ente custode da ogni responsabilità.
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Polizza fideiussoria: quando la prescrizione si ferma?
Un gruppo di banche ha contestato una decisione che le obbligava a onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che il diritto del creditore fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ammissione al passivo nel fallimento del debitore principale interrompe la prescrizione anche nei confronti delle banche garanti. Tale atto, infatti, estende i suoi effetti ai condebitori solidali, come i fideiussori, in base all'art. 1310 c.c. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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