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Art. 2 Costituzione — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 2 Costituzione

Responsabilità avvocato: quando il danno non è ingiusto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cliente contro il proprio legale. La richiesta di risarcimento per la responsabilità avvocato è stata respinta poiché la restituzione di una provvisionale, rivelatasi poi eccessiva, non costituisce un danno "ingiusto", ma il ripristino di una situazione lecita. Il cliente non è mai stato titolare del diritto a trattenere quelle somme.
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Responsabilità stazione appaltante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità della stazione appaltante sussiste per i danni a terzi causati da lavori pubblici, anche se progettazione ed esecuzione sono affidate ad altri. L'ente pubblico ha un dovere inderogabile di controllo e vigilanza, specialmente in aree a rischio. La vicenda nasce dalla richiesta di risarcimento di una proprietaria per i danni al suo immobile, causati da una frana durante la costruzione di una strada. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità dell'ente, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di tale principio.
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Irretroattività legge: no a benefici retroattivi
La Corte di Cassazione ha negato l'applicazione retroattiva di una legge regionale più favorevole a un orfano di vittima di mafia. Il caso riguardava la richiesta di un contributo economico per studi universitari completati molti anni prima dell'entrata in vigore della nuova normativa. La decisione si fonda sul principio di irretroattività della legge, secondo cui una norma non può disciplinare fatti avvenuti prima della sua approvazione, salvo espressa previsione contraria. La Corte ha chiarito che lo scopo del beneficio è sostenere gli studi in corso, non fornire una compensazione ex post per percorsi già conclusi.
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Abbonamento stadio: risparmio non garantito
Un tifoso ha citato in giudizio una società sportiva perché, dopo aver acquistato un abbonamento stadio, il club ha ridotto il prezzo dei biglietti per le singole partite, annullando il risparmio previsto. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abbonamento stadio non implica una garanzia contrattuale di convenienza economica. Il suo valore risiede in altri benefici, come la certezza del posto e la protezione da eventuali aumenti di prezzo. Di conseguenza, il ricorso del tifoso è stato dichiarato inammissibile.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha negato la remunerazione a un medico specializzando il cui corso non era esplicitamente previsto dalle direttive europee vigenti all'epoca. La Corte ha stabilito che l'inclusione del corso nelle liste UE è un fatto costitutivo del diritto, che il giudice deve sempre verificare. Un successivo riconoscimento nazionale di conformità del corso non è sufficiente a fondare la richiesta di risarcimento del danno per la mancata attuazione delle direttive.
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Compensazione crediti: esclusi gli enti economici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18600/2025, ha stabilito che la compensazione crediti fiscali non è applicabile ai crediti vantati verso gli 'enti pubblici economici'. Un'impresa che aveva maturato un ingente credito nei confronti di una società d'ambito per la gestione dei rifiuti, si è vista negare la possibilità di utilizzare tale credito per saldare i propri debiti con l'erario. La Corte ha chiarito che, nonostante la natura pubblica del servizio svolto, la forma societaria e l'operatività secondo criteri economici escludono l'ente debitore dalla nozione di 'pubblica amministrazione', requisito indispensabile per accedere al meccanismo di compensazione.
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Spese legali stragiudiziali: no al rimborso se superflue
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare il risarcimento delle spese legali stragiudiziali a un cittadino. La richiesta era relativa ai costi sostenuti per l'intervento di un avvocato volto a sollecitare il pagamento di una prestazione da parte di un ente previdenziale. Il rimborso è stato negato perché l'azione legale è stata ritenuta superflua, in quanto l'ente aveva già deliberato il pagamento il giorno successivo alla diffida, dimostrando che l'iter era già in fase conclusiva e non è stato influenzato dall'intervento del legale.
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Vittime di mafia: estraneità ai clan requisito fisso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19585/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo ai benefici per le vittime di mafia. A seguito dell'omicidio di un uomo, i figli avevano richiesto i benefici previsti dalla legge. Mentre la Corte d'Appello li aveva concessi ritenendo sufficiente l'estraneità ai clan al momento del fatto, la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che l'estraneità agli ambienti criminali non è una condizione momentanea, ma un requisito costitutivo e permanente che deve sussistere al momento della concessione del beneficio e perdurare nel tempo, in linea con lo scopo della legge di sostenere le vere vittime e contrastare la criminalità organizzata.
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Notifica pignoramento: valida senza raccomandata?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica pignoramento eseguita mediante consegna diretta del verbale a un dipendente della società debitrice presso la sua sede. L'opposizione presentata dalla società è stata dichiarata inammissibile perché tardiva, in quanto il termine decorreva dalla data di tale consegna. La Corte ha chiarito che, in base all'art. 145 c.p.c., questa modalità perfeziona la notifica senza la necessità di inviare una successiva raccomandata informativa, come invece sostenuto dalla ricorrente.
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Sospensione feriale termini: no per le esecuzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'esecuzione immobiliare perché notificato oltre i termini. La decisione ribadisce che la sospensione feriale termini non si applica alle procedure di opposizione agli atti esecutivi, data la loro natura urgente. I ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria a causa della palese tardività del ricorso.
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