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Art. 2 Codice della Crisi d'Impresa

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Liquidazione giudiziale e onere della prova impresa
La Corte d'Appello di Genova ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società che non ha provato correttamente la natura di impresa minore. Nonostante la presentazione tardiva dei bilanci, l'ammissione dello stato di insolvenza e il mancato rispetto dei termini di deposito documentale hanno portato al rigetto del reclamo, ribadendo che l'onere probatorio circa il non superamento delle soglie dimensionali spetta esclusivamente al debitore.
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Liquidazione giudiziale: prova dei requisiti
La Corte d'Appello di Genova ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di un'impresa che non ha saputo dimostrare il mancato superamento delle soglie dimensionali. Il tribunale ha rilevato l'inattendibilità delle scritture contabili prodotte, aggravata dalla mancata tenuta dei registri obbligatori e dall'assenza di trasmissione degli incassi fiscali.
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Liquidazione giudiziale: presupposti e apertura
Il Tribunale di Brescia ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale a carico di un imprenditore commerciale. La decisione si fonda sulla sussistenza dello stato di insolvenza, comprovato da debiti scaduti superiori a 30.000 euro, inadempimenti verso creditori e fisco, e mancato deposito dei bilanci.
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Liquidazione giudiziale impresa minore: come revocarla
La Corte d'Appello ha revocato l'apertura della liquidazione giudiziale impresa minore nei confronti di una società di Lucca. Nonostante la validità della notifica via PEC d'ufficio, l'analisi dei bilanci degli esercizi 2020-2022 ha dimostrato che l'impresa rientrava nelle soglie dimensionali ridotte previste dal Codice della Crisi, escludendo così l'assoggettabilità alla procedura concorsuale.
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COMI e Sede Legale: la presunzione legale batte la realtà operativa
La Cassazione ha esaminato il caso di un'azienda che contestava la competenza del tribunale nella sua procedura di liquidazione giudiziale. L'azienda sosteneva che il suo centro di interessi principali (COMI) non corrispondesse alla sede legale. I giudici hanno respinto il ricorso, riaffermando il principio della presunzione di coincidenza COMI e sede legale. Per superare questa presunzione, non basta affermare che la sede sia solo una formalità. La Corte ha stabilito che prove documentali, come i verbali di assemblea tenuti presso la sede legale, rafforzano la presunzione e rendono difficile dimostrare il contrario. L'azienda non è riuscita a fornire prove sufficientemente forti e concordanti per smentire la presunzione legale, perdendo così il ricorso.
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Stato di insolvenza: crediti Superbonus non salvano dal fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato la liquidazione giudiziale di un'impresa di costruzioni, stabilendo un principio chiave sullo stato di insolvenza. L'azienda si era opposta sostenendo che le sue difficoltà erano temporanee e dovute al blocco della cessione dei crediti Superbonus, di cui possedeva un ingente ammontare nel proprio cassetto fiscale. I giudici hanno chiarito che la presenza di un patrimonio, anche cospicuo, sotto forma di crediti fiscali non esclude lo stato di insolvenza se questi non possono essere trasformati rapidamente in liquidità per pagare i debiti. L'incapacità strutturale di adempiere alle obbligazioni prevale sul valore teorico degli asset. L'appello dell'impresa è stato quindi respinto.
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Azienda senza bilanci vince: la prova di non fallibilità è libera
Una società di costruzioni, dichiarata in liquidazione giudiziale su istanza di due ex dipendenti, si oppone sostenendo di essere un'impresa minore. La Corte d'Appello respinge la sua difesa per la mancata presentazione dei bilanci degli ultimi tre anni. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la prova della non assoggettabilità a liquidazione giudiziale non è legata solo ai bilanci. L'impresa può utilizzare qualsiasi mezzo di prova idoneo, inclusi documenti più vecchi e testimonianze, per dimostrare di essere al di sotto delle soglie di legge. La causa viene quindi rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
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Stato di insolvenza: Terremoto non basta a salvare l’azienda
Un'azienda, dichiarata in liquidazione giudiziale, ha sostenuto che la sua crisi fosse temporanea e causata da un terremoto, non da un permanente stato di insolvenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave: un evento esterno, anche catastrofico, pur essendo la causa della crisi, non cancella la realtà oggettiva dello stato di insolvenza. Se un'impresa non può più pagare regolarmente i propri debiti, la ragione scatenante è irrilevante ai fini dell'apertura della procedura. L'azienda ha perso e ha subito pesanti sanzioni per lite temeraria.
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Liquidazione giudiziale: criteri impresa minore
La Corte d'Appello ha confermato la liquidazione giudiziale per una ditta individuale che ha superato le soglie dei ricavi lordi. La decisione ribadisce che per la qualifica di impresa minore contano i ricavi totali senza deduzione dei costi e che i debiti erariali provano l'insolvenza.
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Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale di Milano ha disposto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società cooperativa. La decisione si fonda sulla verifica dello stato di insolvenza, manifestato da ingenti debiti erariali, mancato deposito dei bilanci e infruttuosità dei pignoramenti, in conformità con il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
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Liquidazione giudiziale: l’apertura della procedura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società di persone e del suo socio illimitatamente responsabile. La decisione è scaturita dall'accertamento di un'insolvenza strutturale, alimentata da un credito insoluto di oltre 170.000 euro e un'ingente esposizione verso l'Erario superiore ai 2 milioni di euro complessivi.
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Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società operante nel settore del lavoro interinale. La decisione si fonda sull'accertamento della competenza territoriale basata sul COMI a Milano e sulla prova di un grave stato di insolvenza, manifestato da debiti tributari milionari e perdite d'esercizio strutturali.
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Liquidazione giudiziale: presupposti e insolvenza
Il Tribunale di Milano ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società con ingenti debiti verso creditori privati e l'Erario. La decisione è scaturita dall'accertamento di uno stato di insolvenza irreversibile, aggravato dal mancato deposito dei bilanci e dall'esito negativo dei pignoramenti.
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Liquidazione Giudiziale: revoca per impresa minore
La Corte d'Appello ha accolto il reclamo di un'impresa individuale, revocando l'apertura della Liquidazione Giudiziale. Il collegio ha accertato che il debitore possedeva i requisiti di impresa minore, non superando le soglie di attivo, ricavi e debiti previste dalla legge. La decisione evidenzia l'importanza della prova documentale alternativa ai bilanci per le piccole ditte artigiane.
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Liquidazione giudiziale: il ruolo della compensazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale a carico di una società a responsabilità limitata, respingendo il ricorso che invocava la compensazione legale di un credito. La Suprema Corte ha stabilito che l'esistenza di un controcredito, pur se accertato da sentenza passata in giudicato, non elimina automaticamente lo stato di insolvenza se quest'ultimo emerge chiaramente dai bilanci e dalla documentazione contabile. La decisione sottolinea la natura dinamica dell'insolvenza e la necessità di una valutazione complessiva della capacità dell'impresa di far fronte alle proprie obbligazioni.
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Liquidazione giudiziale: i presupposti per l’apertura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale di una società a responsabilità limitata a causa di un persistente stato di insolvenza. La decisione si fonda sul mancato soddisfacimento di crediti certi, pignoramenti negativi e rilevanti debiti fiscali, superando le soglie dimensionali previste dal Codice della Crisi d'Impresa.
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Liquidazione giudiziale start-up: la sentenza
La Corte d'Appello di Torino ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale start-up verso una società che rivendicava lo status di impresa innovativa per evitare il fallimento. La decisione si fonda sulla perdita dei requisiti di legge, sul superamento del termine dei cinque anni e sulla manifesta insolvenza derivante da debiti bancari non onorati, nonostante la presunta esistenza di brevetti immateriali.
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Tardività ricorso cassazione: le conseguenze
Una società radiofonica ha impugnato una sentenza che confermava la sua liquidazione controllata. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile a causa della tardività del ricorso per cassazione, presentato sei mesi dopo la notifica invece che entro il termine perentorio di trenta giorni. La Corte ha inoltre condannato la società e il suo legale rappresentante in solido per lite temeraria, ravvisando la mala fede nella proposizione di un ricorso tardivo e palesemente infondato.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza?
Il Tribunale di Milano ha aperto la liquidazione giudiziale di un'impresa individuale su ricorso di alcuni creditori. La decisione si fonda sulla prova dello stato di insolvenza, caratterizzato da un'incapacità strutturale di adempiere alle obbligazioni, e sul superamento delle soglie di debito e ricavi previste dal Codice della Crisi d'Impresa, includendo nel calcolo anche i debiti verso l'Erario.
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Cooperativa agricola sovraindebitamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cooperativa agricola non può accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento (ex L. 3/2012). Tale esclusione deriva dal fatto che le cooperative sono già soggette, in caso di insolvenza, alla procedura speciale di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha ritenuto che la normativa sul sovraindebitamento sia riservata a soggetti non sottoposti ad altre procedure concorsuali, e che questa differenziazione di trattamento per le cooperative non sia incostituzionale, data la loro peculiare funzione sociale.
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