LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 2 Codice Civile

Giudizio di ottemperanza: l’unica via post-riforma
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che, a seguito della riforma del 2015, l'unico strumento a disposizione del contribuente per ottenere l'esecuzione di una sentenza favorevole contro l'Amministrazione finanziaria è il giudizio di ottemperanza. Viene esclusa la possibilità di ricorrere all'esecuzione forzata civile ordinaria. Di conseguenza, il funzionario che nega il rilascio della formula esecutiva non commette un illecito e non è tenuto al risarcimento del danno.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e requisiti formali
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per mancato rispetto dei requisiti formali. L'appello, relativo a un patto di manleva, è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza e per la preclusione della 'doppia conforme', confermando la condanna al pagamento.
Continua »
Azione revocatoria trust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di azione revocatoria trust, stabilendo principi chiave sulla prescrizione e sull'oggetto dell'impugnazione. Dei creditori avevano agito per dichiarare inefficace un trust costituito dal loro debitore. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso del debitore, chiarendo che il termine di prescrizione quinquennale decorre non dalla data dell'atto, ma dalla sua trascrizione, momento in cui i terzi ne acquisiscono conoscenza. Inoltre, ha affermato che l'azione revocatoria può legittimamente colpire l'atto istitutivo del trust, in quanto atto fondamentale e inscindibilmente connesso al successivo trasferimento dei beni.
Continua »
Partecipatio fraudis: prova e vincoli di parentela
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra un debitore e una società amministrata da un suo parente. Si stabilisce che la prova della 'partecipatio fraudis', cioè la consapevolezza dell'acquirente di danneggiare i creditori, può essere raggiunta attraverso un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, tra cui il legame di parentela. La Corte chiarisce anche che il nuovo creditore, a seguito di una cessione, acquisisce automaticamente il diritto di proseguire l'azione revocatoria iniziata dal cedente. L'ordinanza rigetta sia il ricorso principale dell'acquirente che quello incidentale del debitore.
Continua »
Clausola delimitazione oggetto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'assicurata che chiedeva l'indennizzo per il furto di un impianto fotovoltaico. La Corte ha stabilito che la clausola contrattuale che imponeva specifici sistemi di sicurezza non era vessatoria, ma una clausola di delimitazione dell'oggetto del contratto. Poiché l'assicurata non aveva rispettato tale condizione, il rischio non era coperto dalla polizza.
Continua »
Trasporto internazionale CMR: la prescrizione sospesa
In un caso di furto di merci durante un trasporto internazionale CMR, una compagnia di assicurazioni ha contestato il proprio obbligo di manleva sostenendo la prescrizione del diritto al risarcimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il reclamo scritto inviato al vettore sospende il termine di prescrizione annuale previsto dalla Convenzione CMR, fino al rigetto esplicito da parte del vettore stesso. La decisione chiarisce la distinzione tra sospensione e interruzione della prescrizione in questo specifico contesto.
Continua »
Azione revocatoria: dolo specifico per atti anteriori
La Corte di Cassazione conferma che, in un'azione revocatoria, se l'atto di disposizione del debitore è anteriore al sorgere del credito, il creditore deve provare il 'dolo specifico', ossia la preordinazione dolosa dell'atto al fine di pregiudicare il futuro creditore. Il 'dolo generico', ovvero la semplice consapevolezza di arrecare danno, non è sufficiente. La Corte ha rigettato il ricorso di una società creditrice che non ha fornito tale prova specifica contro un debitore che aveva conferito il proprio patrimonio in una nuova società prima di contrarre il debito.
Continua »
Sale and lease back: quando è nullo per violazione?
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto di sale and lease back utilizzato per eludere il divieto di patto commissorio. La sentenza chiarisce che la presenza di difficoltà economiche del venditore, la sproporzione tra il valore del bene e il prezzo, e l'uso del prezzo per estinguere debiti preesistenti verso una parte correlata al compratore sono indici di illiceità. La Corte ha inoltre ribadito che le domande di credito verso un fallimento devono essere proposte nella procedura concorsuale e non tramite domanda riconvenzionale in un giudizio ordinario.
Continua »
Diritto di abitazione: vendita forzata e inammissibilità
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'opposizione alla vendita forzata di un immobile co-intestato a due debitori. La questione centrale era se il diritto di abitazione del coniuge superstite potesse bloccare la vendita della piena proprietà. La Corte ha ritenuto il ricorso formalmente carente e ha confermato che, quando il titolare del diritto è anche il debitore esecutato, il diritto di abitazione si converte in un valore monetario, non impedendo la vendita dell'intero bene.
Continua »
Tutela dell’utilizzatore: i diritti nel leasing
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della tutela dell'utilizzatore in un contratto di leasing quando il bene fornito si rivela difettoso. Se il rapporto contrattuale diretto tra utilizzatore e fornitore viene meno, sostituito da un'operazione di leasing, l'utilizzatore non può chiedere la risoluzione del contratto di vendita. La sua unica azione possibile verso il fornitore è quella di risarcimento del danno extracontrattuale. Il caso riguardava un'imprenditrice che aveva ricevuto un distributore automatico non funzionante.
Continua »
Risoluzione contratto franchising e abuso del diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di risoluzione contratto franchising per inadempimento. Un'azienda affiliata si opponeva alla risoluzione, sostenendo l'esistenza di un accordo verbale per il pagamento rateale dei canoni non pagati. La Corte ha respinto il ricorso dell'affiliato, confermando le decisioni dei gradi precedenti, per motivi procedurali e di merito. In particolare, è stata sottolineata la mancata prova dell'accordo rateale e l'assenza di un abuso del diritto da parte dell'azienda franchisor, data la persistenza del debito. Il controricorso del franchisor è stato dichiarato inammissibile per un vizio nella procura.
Continua »