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Art. 1976 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 1976 Codice Civile

Definizione agevolata: ammessa anche sull’avviso di liquidazione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di liquidazione per l'imposta di registro proporzionale su una transazione tra due società edili. Una delle società ha richiesto la definizione agevolata della lite pendente, ma il Fisco ha rifiutato, sostenendo che l'avviso di liquidazione non fosse un atto impositivo condonabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che l'avviso di liquidazione che esprime per la prima volta una maggiore pretesa fiscale ha natura sostanziale di atto impositivo. Di conseguenza, la lite rientra nella definizione agevolata. La Corte ha quindi annullato il diniego del Fisco e dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, estendendo i benefici della sanatoria anche alla società coobbligata.
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Transazione novativa: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14772/2024, ha chiarito i criteri per distinguere una transazione novativa da una conservativa, con importanti riflessi fiscali. Il caso riguardava un accordo transattivo tra due società per chiudere una disputa su un contratto d'appalto. L'Agenzia delle Entrate lo aveva qualificato come transazione novativa, applicando l'imposta di registro proporzionale. La Suprema Corte ha invece stabilito che la semplice risoluzione del contratto per il futuro (ex nunc) non basta a qualificare l'accordo come novativo. È necessario che l'accordo estingua il rapporto precedente anche per il passato (ex tunc), sostituendolo con uno nuovo. In caso contrario, la transazione è conservativa e, se le prestazioni originarie erano soggette a IVA, si applica il principio di alternatività IVA/registro.
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Errore revocatorio: Cassazione e giudicato esterno
Un contribuente si è visto revocare un'ordinanza sfavorevole della Corte di Cassazione. La Corte ha ammesso di aver commesso un errore revocatorio non considerando un precedente giudicato esterno che già stabiliva la natura deducibile di un versamento all'ex coniuge. L'ordinanza è stata annullata e il ricorso del contribuente accolto, confermando la deducibilità della somma.
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Deducibilità costi transazione: analisi della Cassazione
Con la sentenza n. 34618 del 30/12/2019, la Cass. Civ., Sez. 5, ha stabilito un principio cruciale sulla deducibilità dei costi da transazione. Il caso riguardava una società che, a seguito di un accordo transattivo con un ex socio, aveva dedotto diverse componenti negative, tra cui la perdita di un credito e il pagamento di una somma. L'Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto parte di queste deduzioni. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, affermando che il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare analiticamente ogni singola componente di costo derivante dalla transazione, senza raggrupparle in un'unica categoria. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione sulla specifica rilevanza fiscale di ciascun elemento, in particolare della perdita su crediti.
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