La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello riguardante la validità di un accordo transattivo basato su una pretesa temeraria. Una donna aveva contestato il testamento del fratello, che nominava un estraneo come erede universale, ottenendo la promessa di un immobile in cambio della rinuncia alla lite. Tuttavia, durante il giudizio è emerso che la donna non aveva prove concrete di falsità del testamento e non intendeva realmente impugnarlo, agendo su meri sospetti. La Suprema Corte ha ribadito che la pretesa temeraria ai sensi dell'art. 1971 c.c. sussiste quando manca una reale incertezza giuridica e la parte agisce in mala fede, rendendo l'accordo annullabile.
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