LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1938 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 2 di 3

Altri anni per Art. 1938 Codice Civile

Fideiussione importo massimo: validità e limiti
Una società creditrice ha agito contro un garante in base a un contratto di fideiussione. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della fideiussione perché priva della specificazione dell'importo massimo garantito, requisito fondamentale per legge. Un riferimento generico alle scritture contabili del debitore è stato ritenuto insufficiente, liberando così il garante da ogni obbligo. Il ricorso della creditrice è stato respinto, ribadendo che l'interpretazione dei contratti da parte dei giudici di merito è insindacabile in sede di legittimità, salvo palesi violazioni delle norme sull'ermeneutica.
Continua »
Nullità fideiussione ABI: l’onere della prova in giudizio
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione, respingendo l'eccezione di nullità fideiussione ABI. La decisione sottolinea che spetta al garante provare la conformità del contratto allo schema antitrust vietato, producendo in giudizio i documenti necessari, che non possono essere considerati fatti notori né rientrano nel principio iura novit curia.
Continua »
Responsabilità del mandatario: la Cassazione decide
Una società cooperativa stipula un contratto con una banca per il trasporto valori, avvalendosi di un'altra società per le aree fuori competenza. Quest'ultima si appropria di oltre 3 milioni di euro. La banca agisce contro la cooperativa, che viene condannata in primo e secondo grado. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ritiene la questione sulla natura della clausola di piena responsabilità del mandatario di particolare rilevanza, rinviando la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
Continua »
Diritto di regresso fideiussore e clausole limitative
Un fideiussore, dopo aver pagato il debito di una società garantita e ottenuto un patto di non aggressione dal creditore, ha agito in regresso contro un altro co-fideiussore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava tale diritto, basandosi su una clausola contrattuale specifica. Tale clausola subordinava l'esercizio del diritto di regresso del fideiussore all'estinzione completa di ogni ragione di credito della banca verso il debitore principale. Poiché il debito non era integralmente estinto, la condizione non si era avverata, rendendo il ricorso inammissibile.
Continua »
Fideiussione omnibus: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso relativo a una fideiussione omnibus. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulla la garanzia perché priva dell'importo massimo garantito. Il ricorso è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza, in quanto la parte ricorrente non ha trascritto le clausole contrattuali decisive, impedendo alla Corte di esaminare il merito.
Continua »
Obbligazioni future: la Cassazione e la garanzia
La Corte di Cassazione ha stabilito che una garanzia prestata per un'obbligazione condizionale, come quella che sorge in caso di inadempimento di un contratto d'appalto, non rientra nella categoria delle garanzie per obbligazioni future. Di conseguenza, non è nulla se non indica l'importo massimo garantito, come invece previsto dall'art. 1938 c.c. per le fideiussioni omnibus. Il caso riguardava una compagnia assicurativa che, dopo aver pagato una polizza a seguito dell'inadempimento di un'ATI, si era vista negare il regresso verso i coobbligati perché la relativa garanzia era stata ritenuta nulla in appello. La Suprema Corte ha cassato la decisione, chiarendo la distinzione fondamentale tra i due tipi di obbligazione.
Continua »
Vizio di extrapetizione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fideiussori contro la sentenza d'appello che aveva confermato la loro condanna al pagamento di un debito. La Corte chiarisce che non sussiste il vizio di extrapetizione se il giudice fonda la sua decisione su documenti già presenti agli atti, anche se l'importo finale risulta diverso da quello inizialmente ingiunto, purché rientri nella posizione debitoria complessiva. Il ricorso viene rigettato anche per difetto di autosufficienza in merito alla valutazione delle prove.
Continua »
Fideiussione obbligazione futura: autorizzazione è d’obbligo
Un garante per una fideiussione obbligazione futura contesta la richiesta di una banca dopo che questa ha concesso ulteriore credito a un debitore in difficoltà finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai sensi dell'art. 1956 c.c., la banca è obbligata a richiedere e ottenere una specifica autorizzazione dal garante prima di erogare nuovo credito. Una clausola contrattuale che impone al garante di informarsi autonomamente non è sufficiente per eludere tale obbligo. L'unica eccezione si applica quando il garante è anche l'amministratore della società debitrice, non un semplice socio.
Continua »
Lettere di patronage: la garanzia dello Stato estero
La Cassazione ha confermato la condanna di due enti pubblici di uno Stato estero a risarcire un'agenzia di credito italiana. Le dichiarazioni rilasciate dagli enti, definite 'lettere di patronage', sono state interpretate non come mere rassicurazioni, ma come vere e proprie garanzie vincolanti per i debiti di una società pubblica locale, obbligando gli enti al pagamento.
Continua »
Fideiussione Omnibus: quando la nullità va eccepita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17073/2024, ha rigettato il ricorso di un garante in un caso di fideiussione omnibus. La Corte ha chiarito che la nullità del contratto per violazione della normativa antitrust (schema ABI) non può essere eccepita per la prima volta in appello se i fatti a suo fondamento non sono stati allegati e provati in primo grado. Inoltre, è stato ribadito che spetta al garante l'onere di provare i presupposti per la liberazione dall'obbligazione ai sensi dell'art. 1956 c.c.
Continua »
Fideiussione in bianco: la firma non basta, è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7891/2024, ha stabilito l'invalidità di una fideiussione in bianco, ossia firmata senza l'indicazione dell'importo massimo garantito. Il caso riguardava due garanti che avevano firmato un modulo per una banca, credendo di garantire un importo limitato, mentre l'istituto di credito lo aveva poi compilato per una somma molto superiore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, affermando che la mancanza dell'importo massimo al momento della firma viola l'art. 1938 c.c. e che il comportamento della banca è contrario al principio di buona fede, non potendo un accordo verbale sanare tale nullità.
Continua »
Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del vizio di motivazione apparente, rigettando un ricorso basato sull'accusa che la sentenza d'appello fosse un mero 'copia-incolla' degli atti di controparte. Il caso, originato da un'opposizione a decreto ingiuntivo per una fideiussione, ha permesso alla Corte di ribadire i criteri per denunciare la violazione delle norme sulla valutazione delle prove e di definire quando una motivazione è talmente carente da determinare la nullità della sentenza.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e requisiti formali
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per mancato rispetto dei requisiti formali. L'appello, relativo a un patto di manleva, è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza e per la preclusione della 'doppia conforme', confermando la condanna al pagamento.
Continua »
Eccezioni fideiussione: quando sono inammissibili?
L'appello di un garante contro un istituto di credito è stato respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei tribunali di merito. Le eccezioni fideiussione sollevate dal garante, tra cui la liberazione per concessione di ulteriore credito (art. 1956 c.c.) e l'usura, sono state respinte per errori procedurali, tardività e per essere tentativi di riesaminare i fatti, non consentiti in sede di legittimità.
Continua »
Fideiussione obbligazioni future: nullità e limiti
Una società di logistica aveva prestato una garanzia per i canoni di noleggio di carrelli elevatori usati da una sua appaltatrice. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di tale garanzia, qualificandola come una fideiussione per obbligazioni future, poiché priva dell'indicazione dell'importo massimo garantito, requisito essenziale previsto dall'art. 1938 del Codice Civile. La Corte ha rigettato il ricorso della società di noleggio, la quale sosteneva che l'accordo fosse un contratto atipico più complesso e non una semplice fideiussione.
Continua »
Intervento tardivo processo civile: prove inammissibili
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società creditizia, confermando che l'intervento tardivo nel processo civile impedisce la produzione di nuovi documenti. Un istituto di credito era intervenuto in una causa di revocatoria dopo la chiusura della fase istruttoria, tentando di depositare documenti essenziali per provare il proprio credito. La Corte ha ribadito che chi interviene deve accettare lo stato del processo, comprese le preclusioni già maturate, senza poter introdurre nuove prove. Di conseguenza, la domanda dell'interveniente è stata respinta per mancato assolvimento dell'onere della prova.
Continua »
Azione revocatoria: i presupposti secondo la Cassazione
Un istituto di credito ha intentato un'azione revocatoria contro un debitore che aveva venduto l'unico immobile di sua proprietà a dei parenti. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rendendo la vendita inefficace nei confronti del creditore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso degli acquirenti e chiarendo che i legami familiari, uniti ad altri indizi, possono costituire una valida prova presuntiva dell'intento fraudolento (consilium fraudis). La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove, ma solo per contestare errori di diritto.
Continua »
Ricognizione di debito: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società costruttrice al pagamento di un debito residuo a favore di alcuni acquirenti. La società aveva firmato una dichiarazione che i giudici hanno qualificato come 'ricognizione di debito' ai sensi dell'art. 1988 c.c., e non come fideiussione. Questa qualificazione ha comportato l'inversione dell'onere della prova, obbligando la società a dimostrare l'inesistenza del debito, prova che non è riuscita a fornire. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Presunzione abbandono istanze: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni fideiussori, stabilendo che la mancata riproposizione di richieste istruttorie in sede di precisazione delle conclusioni non ne determina automaticamente l'abbandono. Secondo la Corte, il giudice di merito deve compiere una valutazione complessiva della condotta processuale per accertare l'effettiva volontà della parte. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio perché la corte d'appello aveva applicato la presunzione abbandono istanze in modo troppo rigido, senza considerare l'insistenza dimostrata dai ricorrenti nei loro atti difensivi.
Continua »
Cessione Crediti in Blocco: Prova e Opposizione
Un fideiussore si è opposto a un decreto ingiuntivo, contestando la titolarità del credito in capo alla società cessionaria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla cessione crediti in blocco: la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito se il debitore contesta specificamente l'inclusione del proprio debito nell'operazione. La società cessionaria ha l'onere di fornire prova documentale che il singolo credito è stato effettivamente ceduto. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per un nuovo esame.
Continua »