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Art. 1938 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1938 Codice Civile

Clausola di manleva compravendita e costi di esproprio casa
Un Ente pubblico ha assegnato un terreno a un Costruttore per edificare alloggi residenziali. I vecchi proprietari del terreno hanno avviato una causa per ottenere un indennizzo espropriativo maggiore. Negli atti di acquisto degli alloggi, il Costruttore ha inserito una specifica Clausola di manleva compravendita: gli acquirenti si impegnavano a coprire eventuali aumenti del costo del terreno. A seguito dell'aumento dell'indennizzo stabilito dai giudici, l'Ente locale ha preteso il pagamento delle somme. Gli Acquirenti hanno rifiutato il versamento, lamentando la mancata informazione sulla causa pendente e la nullità dell'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli acquirenti, confermando la piena validità della pattuizione. Gli acquirenti devono quindi rimborsare le somme aggiuntive dovute per l'esproprio.
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Fideiussione per obbligazioni future: senza limite è nulla
Una società fornitrice ha preteso il pagamento di merci da un garante. L'obbligo derivava da un accordo commerciale sottoscritto anni prima. La Corte d'Appello ha annullato il debito. Il contratto stipulava infatti una fideiussione per obbligazioni future senza specificare l'importo massimo garantito. Questa omissione viola l'articolo 1938 del Codice Civile e rende nullo l'impegno. I giudici di secondo grado hanno disposto il rimborso delle somme già pagate dal garante. Hanno tuttavia sottratto dal totale le spese di esecuzione e tralasciato gli interessi legali. La Corte di Cassazione ha confermato l'invalidità della garanzia per assenza del limite di spesa. La Suprema Corte ha aggiunto che il garante ha diritto alla restituzione integrale di ogni somma versata, comprese le spese esecutive, con gli interessi maturati dal giorno del pagamento.
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Fideiussione omnibus e importo massimo: no al tetto presunto
Due soggetti contestano l'ingiunzione di pagamento promossa da un istituto di credito per i debiti di una società garantita. I fideiussori sostengono l'invalidità del contratto per la mancanza dell'indicazione della cifra massima garantita al momento della sottoscrizione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso affrontando il tema della Fideiussione omnibus e importo massimo. I giudici chiariscono che l'indicazione del tetto di garanzia costituisce un requisito di validità fondamentale. La sua omissione rende il contratto nullo, a meno che non vi sia un chiaro accordo preventivo per la successiva compilazione del testo. La semplice erogazione di un finanziamento alla società debitrice non prova l'accordo dei garanti. La sentenza impugnata viene pertanto cassata con rinvio.
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Compensazione nel fallimento e fideiussione: i debiti reciproci
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità della compensazione nel fallimento tra i crediti vantati da un istituto bancario e i controcrediti di una società fallita. Una banca aveva richiesto decreti ingiuntivi verso la società debitrice e il suo garante personale. A seguito del fallimento dell'impresa, la curatela fallimentare ha eccepito la compensazione tra i debiti azionati dalla banca e i propri controcrediti per anatocismo e clausole nulle. L'erede del garante ha invece contestato la garanzia per violazione delle norme antitrust. La Suprema Corte ha confermato che la compensazione nel fallimento opera anche se l'esatto ammontare del credito viene accertato successivamente, purché la causa del credito sia anteriore al fallimento. Il ricorso dell'erede del garante è stato rigettato per carenza di tempestive prove documentali.
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Fideiussione e Fusione: Garante Paga per la Nuova Società
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di fideiussione omnibus e fusione societaria. Un fideiussore aveva garantito i debiti di una società, la quale è stata poi assorbita da un'altra tramite fusione. Il garante sosteneva che la sua obbligazione non dovesse estendersi ai debiti della nuova entità, più grande e diversa. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: la fusione per incorporazione comporta una successione universale. La società che risulta dalla fusione prosegue in tutti i rapporti giuridici, inclusi i debiti e le garanzie. Di conseguenza, la fideiussione omnibus rimane valida ed efficace anche nei confronti della società incorporante. Il fideiussore è stato condannato a pagare.
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Nullità Fideiussione Omnibus: Ricorso Generico, Condanna Certa
Due garanti si opponevano al pagamento di un debito bancario, sostenendo la nullità della fideiussione omnibus firmata. Essi lamentavano la violazione delle norme antitrust a causa dell'uso di clausole conformi allo schema ABI e la concessione abusiva di credito da parte della banca. La Corte di Cassazione ha respinto le loro richieste, dichiarando il ricorso inammissibile. I motivi dell'appello sono stati giudicati troppo generici e non in grado di contestare specificamente le ragioni della decisione precedente. Di conseguenza, la condanna dei garanti al pagamento del debito è diventata definitiva.
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Nullità Fideiussione Omnibus: Garante liberato grazie a un’altra causa
La Corte di Cassazione ha affermato la nullità di una fideiussione omnibus perché una precedente sentenza, ormai definitiva, aveva già accertato la sua invalidità. Un Fideiussore si era opposto a un decreto ingiuntivo per i debiti di un'Azienda, sostenendo che la sua garanzia fosse nulla perché priva dell'importo massimo garantito. La Corte ha stabilito che il 'giudicato esterno', cioè la decisione definitiva presa in un altro processo tra le stesse parti sulla stessa garanzia, è vincolante. Di conseguenza, ha accolto il ricorso del Fideiussore, annullando la richiesta di pagamento e confermando la nullità della fideiussione omnibus.
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Fideiussione omnibus: validità e limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dai garanti di una società contro un istituto di credito. La controversia riguardava la validità di una **Fideiussione omnibus** contestata per presunta violazione della normativa antitrust e per indeterminatezza dell'oggetto. Gli Ermellini hanno chiarito che i motivi di ricorso devono essere specifici e non possono essere integrati da memorie depositate successivamente. La Corte ha inoltre ribadito che la garanzia per debiti futuri è valida se indica l'importo massimo garantito e che la nullità derivante da intese illecite non travolge l'intero contratto se non viene provato un interesse specifico alla nullità totale.
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Titolo esecutivo e validità del mutuo condizionato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un debitore che sosteneva la violazione del giudicato in merito a un debito bancario. Il ricorrente affermava che una precedente sentenza di opposizione a precetto avesse già accertato l'inesistenza del credito. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che quel precedente riguardava esclusivamente l'inidoneità del contratto di mutuo condizionato a fungere da titolo esecutivo e non l'esistenza del debito stesso. Di conseguenza, il creditore era legittimato a richiedere un nuovo provvedimento giudiziale. Parallelamente, la Corte ha accolto il ricorso incidentale dei fideiussori, rilevando che la liquidazione delle spese legali era stata effettuata sotto i minimi tariffari senza una specifica motivazione.
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Azione revocatoria credito contestato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che un'azione revocatoria può essere intrapresa anche sulla base di un credito contestato in un'altra sede giudiziaria. Con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso degli eredi di un fideiussore che avevano venduto immobili di famiglia. La Corte ha ribadito che la pendenza di un giudizio sul credito non impedisce al creditore di tutelare la propria garanzia patrimoniale, respingendo inoltre le eccezioni sollevate tardivamente e confermando la valutazione dei giudici di merito sulla consapevolezza del danno arrecato ai creditori.
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Garanzia fideiussoria preliminare: la decisione
L'appello di una società costruttrice è stato respinto perché la garanzia fideiussoria preliminare offerta è stata ritenuta inadeguata. La Corte di Cassazione ha confermato che sia l'importo che l'affidabilità della fideiussione sono essenziali per adempiere agli obblighi contrattuali in un accordo di permuta immobiliare, giustificando la risoluzione del contratto per inadempimento della società.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia ferma il processo
Una società di gestione aveva impugnato una decisione della Corte d'Appello relativa a una complessa controversia su contratti di servizio e garanzie immobiliari. Tuttavia, prima della decisione finale, la parte ricorrente ha ritirato il proprio appello. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza entrare nel merito della questione. La Corte ha inoltre precisato un principio importante: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Clausola di solidarietà successiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della clausola di solidarietà successiva inserita nei contratti di garanzia. Un'erede si era opposta al pagamento di un debito garantito dalla madre, sostenendo la nullità della clausola che estendeva la responsabilità solidale agli eredi. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale pattuizione non costituisce un patto successorio vietato. Gli eredi, infatti, non sono vincolati in modo assoluto, ma conservano la facoltà di tutelarsi rinunciando all'eredità o accettandola con beneficio di inventario.
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Contratto autonomo di garanzia: rinvio della Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a un contratto autonomo di garanzia. Il ricorrente, erede del garante originario, solleva questioni sulla natura del contratto, distinguendolo dalla fideiussione, e sulla sua possibile nullità per conformità a schemi ABI anticoncorrenziali. Tuttavia, la Corte non decide nel merito. Con un'ordinanza interlocutoria, rinvia la trattazione del caso, assegnando al ricorrente un termine per sanare un difetto di notifica del ricorso a una delle parti, considerata litisconsorte necessario.
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