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Art. 1923 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1923 Codice Civile

Bancarotta fraudolenta: socio condannato per la polizza aziendale
Un socio accomandatario viene condannato per bancarotta fraudolenta distrattiva per aver incassato una polizza vita intestata alla società fallita. L'imprenditore sosteneva che la polizza fosse un bene personale, ma la Corte di Cassazione ha rigettato la sua tesi. I giudici hanno stabilito che la polizza era un bene aziendale e la sua liquidazione a vantaggio del socio ha sottratto risorse ai creditori. L'appropriazione non poteva essere giustificata da bisogni personali o familiari. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile, rendendo definitiva la condanna.
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Appropriazione indebita: sequestro polizze e querela
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca nei confronti di un professionista accusato di appropriazione indebita, dichiarazione infedele e autoriciclaggio. L'indagato avrebbe trattenuto indebitamente parte dei risarcimenti assicurativi spettanti ai propri clienti, reinvestendo tali somme in polizze vita intestate a sé e alla moglie. La Suprema Corte ha stabilito che il termine per la querela decorre dalla conoscenza effettiva del reato, spesso ostacolata da condotte ingannevoli del professionista, e che i limiti civilistici di impignorabilità delle polizze non si applicano al sequestro penale quando queste costituiscono il profitto diretto dell'attività illecita.
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