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Art. 1914 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1914 Codice Civile

Mala gestio assicuratore: obbligo di risarcimento
Un'Azienda Sanitaria Locale, condannata a un maxi-risarcimento, ha citato in giudizio il proprio assicuratore per mala gestio, avendo quest'ultimo ignorato la causa. La Cassazione ha confermato la condanna della compagnia assicurativa, sottolineando i suoi doveri di diligenza nella gestione dei sinistri, anche in caso di inerzia dell'assicurato.
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Rischio assicurato: la prova del danno spetta a te
Un proprietario di una villa storica ha citato in giudizio la sua compagnia assicurativa per i danni al tetto causati da una forte nevicata. I tribunali di ogni grado, inclusa la Corte di Cassazione, hanno respinto la richiesta. La decisione si è basata sulla mancata dimostrazione, da parte del proprietario, del nesso causale tra l'evento (nevicata) e il danno specifico coperto dalla polizza (crollo), come definito nel contratto di assicurazione. La sentenza sottolinea che la semplice esistenza di un danno non è sufficiente per ottenere un indennizzo se non si prova che esso rientra nel perimetro del rischio assicurato.
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Avviso di sinistro doloso: quando si perde l’indennizzo
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare l'indennizzo a una società assicurata per il furto di un carico di olio. La Corte ha stabilito che il ritardo nella comunicazione alla compagnia assicurativa non era una semplice dimenticanza, ma un avviso di sinistro doloso. Tale conclusione è stata raggiunta non solo sulla base del ritardo stesso, ma anche analizzando una serie di anomalie e circostanze sospette che, nel loro insieme, hanno reso la situazione ambigua e hanno pregiudicato la capacità dell'assicuratore di indagare tempestivamente sull'accaduto, configurando così la volontà dell'assicurato di non adempiere all'obbligo di avviso.
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Polizza auto e alluvione: quando la clausola esclude
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il caso di un'auto danneggiata da un allagamento a seguito di una tempesta. Nonostante la polizza auto coprisse le tempeste, una clausola specifica escludeva i sinistri avvenuti in occasione di alluvioni e inondazioni. La Corte ha dato ragione alla compagnia assicurativa, stabilendo che la clausola di esclusione definisce l'oggetto del contratto e non è vessatoria, distinguendo nettamente tra l'evento scatenante (sinistro) e il danno conseguente.
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Interpretazione contratto assicurazione: i limiti del ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un assicurato contro la sua compagnia. Il caso verteva sulla corretta interpretazione del contratto di assicurazione per danni da tromba d'aria. La Corte ha ribadito che il ricorso non può limitarsi a contrapporre una propria interpretazione a quella del giudice di merito, ma deve specificare la violazione dei canoni legali di interpretazione.
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