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Art. 191 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 191 Codice di Procedura Civile

Nullità compravendita immobiliare: la licenza edilizia
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una compravendita immobiliare a causa dell'impossibilità di collegare con certezza la licenza edilizia menzionata nell'atto all'immobile specifico oggetto del trasferimento. Il caso riguarda una scrittura privata del 1993, la cui validità è stata contestata dai venditori per abusivismo edilizio. La Suprema Corte ha stabilito che per la validità del contratto non basta menzionare un titolo abilitativo, ma è indispensabile che questo sia esistente e inequivocabilmente riferibile al bene venduto, rigettando il ricorso degli acquirenti.
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Inammissibilità appello: quando il ricorso è generico
La Cassazione dichiara l'inammissibilità di un appello contro una banca, proposto da una società e i suoi garanti. Il ricorso è stato ritenuto generico, privo di prove adeguate e con una richiesta di CTU contabile meramente esplorativa. La Corte ha confermato le decisioni di merito che avevano respinto le domande di restituzione di presunti indebiti e di nullità delle fideiussioni.
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Prova del credito bancario: l’onere della banca
Una società finanziaria si è vista rigettare una domanda di ammissione al passivo fallimentare per oltre 2,5 milioni di euro. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la mancata produzione di tutti gli estratti conto impedisce una corretta prova del credito bancario, e la nomina di un CTU non può sopperire a tale carenza probatoria se non vi sono altri documenti idonei a ricostruire il saldo.
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Autotutela tributaria: atto definitivo non si tocca
Una società ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per ICI e IMU, basata su avvisi di accertamento mai contestati e divenuti definitivi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i vizi di un atto tributario definitivo non possono essere fatti valere successivamente, nemmeno tramite un'istanza di autotutela tributaria. La Corte ha chiarito che il potere di autotutela è discrezionale per l'amministrazione e non rappresenta un rimedio alternativo per il contribuente che ha lasciato scadere i termini per l'impugnazione.
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Liquidazione spese processuali: i limiti del giudice
In una causa per la proprietà di un immobile, la Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio sulla liquidazione spese processuali. La Corte ha stabilito che il giudice non può condannare la parte soccombente al pagamento di spese legali in misura superiore a quanto richiesto dalla parte vincitrice. Se lo fa, la sentenza è viziata da 'ultrapetizione' e può essere annullata. Nel caso specifico, pur rigettando le altre doglianze sulla proprietà, la Corte ha accolto il motivo relativo alle spese, cassando la sentenza e rideterminando gli importi dovuti.
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