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Art. 19 Costituzione — Anno 2026

Altri anni per Art. 19 Costituzione

Mutamento di destinazione d’uso: stop ai luoghi di culto abusivi
Un'associazione ha impiegato un immobile commerciale per scopi di culto religioso senza ottenere la necessaria autorizzazione edilizia. Il Comune ha imposto il ripristino dell'attività originaria per contrastare l'illecito mutamento di destinazione d'uso. La decisione municipale ha retto il vaglio del giudice amministrativo: la libertà di culto trova un limite invalicabile nelle prescrizioni urbanistiche, nei requisiti di viabilità, parcheggio e sicurezza. L'associazione ha adito la Corte di Cassazione lamentando un presunto sconfinamento dei poteri decisionali del Consiglio di Stato. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile. L'interpretazione legislativa, anche se ritenuta errata o priva di rinvio alla Consulta, non viola i confini della giurisdizione speciale. L'associazione perde la causa e rifonde le spese di lite.
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Luoghi di Culto: Rendita Catastale Obbligatoria Anche se Esenti
Una associazione religiosa ha richiesto l'iscrizione al catasto di un immobile destinato al culto indicando una rendita pari a zero, ma l'Agenzia delle Entrate ha rifiutato. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio importante sulla rendita catastale luoghi di culto. Anche se questi immobili sono esenti da imposte, qualora vengano iscritti volontariamente in catasto, devono avere una rendita catastale superiore a zero. La rendita, infatti, ha una funzione di inventario e statistica e non determina automaticamente l'obbligo di pagare le tasse, che dipende invece dall'effettiva destinazione d'uso dell'immobile.
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