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Art. 19 Costituzione — Anno 2023

Altri anni per Art. 19 Costituzione

Stato di necessità e povertà: quando il bisogno non scusa il reato
L'Imputato è stato condannato per il danneggiamento di due porte della canonica di una chiesa, adibita alla distribuzione di cibo per i bisognosi. Il ricorrente ha impugnato la condanna invocando lo stato di necessità dovuto alla sua grave situazione di indigenza economica e alimentare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che lo stato di necessità non può essere integrato da una generica situazione di povertà, poiché lo Stato e gli enti assistenziali offrono strumenti di sostegno per evitare danni gravi alla persona. Inoltre, la gravità del fatto, commesso in un luogo di culto e beneficenza di cui l'uomo aveva usufruito, e la presenza della recidiva reiterata escludono sia l'applicazione di questa scriminante sia la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Cremazione: il consenso dei familiari è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha confermato che la Cremazione dei resti mortali derivanti da esumazione richiede necessariamente il consenso espresso dei familiari. Nel caso analizzato, un ente gestore di servizi cimiteriali aveva proceduto alla trasformazione in cenere senza aver correttamente informato gli aventi diritto, interpretando erroneamente il silenzio come assenso. La Suprema Corte ha chiarito che il diritto dei congiunti di decidere le modalità di culto è un diritto della personalità protetto dagli articoli 2 e 19 della Costituzione. Di conseguenza, la violazione di tale volontà configura una lesione risarcibile del sentimento di pietà verso i defunti, non potendo l'amministrazione procedere d'ufficio in presenza di familiari reperibili.
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Addebito separazione: fede religiosa e nuove prove
La Cassazione riesamina un caso di addebito separazione. Il marito lamentava il cambio di fede religiosa della moglie e la sua negligenza nei doveri coniugali. La Corte accoglie il ricorso, sottolineando che i giudici devono valutare le nuove prove sull'indipendenza economica del figlio e verificare se il comportamento contestato sia la causa effettiva della crisi, non una mera conseguenza di una rottura preesistente.
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