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Art. 186 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 186 Codice di Procedura Civile

Compenso professionale: quando spetta senza risultato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consulente a ricevere il proprio compenso professionale per un'attività di assistenza in un'acquisizione aziendale, anche se l'affare non si è concluso. L'ordinanza sottolinea che le contestazioni dei clienti sull'operato del professionista sono state respinte perché formulate in modo generico e tardivo, violando le preclusioni processuali. La Corte ha ribadito che l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato, e il compenso è stato liquidato secondo le tariffe professionali in base al valore dell'operazione.
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Testamento pubblico: valido anche se scritto prima
Un erede, escluso da un testamento pubblico che revocava un precedente atto a suo favore, ne contesta la validità formale sostenendo che il notaio lo avesse già preparato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la preparazione anticipata della scheda testamentaria da parte del notaio non invalida l'atto, a condizione che il testatore dichiari nuovamente la propria volontà in presenza dei testimoni, prima che il notaio proceda alla lettura del documento. Questa pronuncia conferma un orientamento consolidato, bilanciando le esigenze pratiche con la tutela della volontà del testatore.
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Rendiconto condominiale: ok al criterio misto cassa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condòmino che contestava l'approvazione del bilancio annuale. La Corte ha stabilito che il rendiconto condominiale, pur dovendo essere chiaro e completo, non è vincolato a un rigido criterio di cassa. È legittimo l'uso di un sistema misto cassa-competenza, purché fornisca una rappresentazione veritiera e comprensibile della situazione patrimoniale e finanziaria dell'edificio. La sentenza chiarisce anche che gli accordi di mediazione stipulati dall'amministratore sono vincolanti per il condominio solo se specificamente autorizzati e ratificati dall'assemblea.
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Contratto preliminare: garanzia e trascrizioni
Un acquirente firma un contratto preliminare per un immobile, ma una trascrizione pregiudizievole appare prima del rogito. L'acquirente recede e chiede il doppio della caparra. La Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la garanzia del venditore sull'assenza di pesi si riferisce al momento della firma del contratto preliminare. La trascrizione successiva, poi rivelatasi illegittima, non costituisce un grave inadempimento tale da giustificare il recesso.
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Garanzia impropria e vendita: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di vendita di un orologio di lusso rivelatosi contraffatto. L'acquirente finale ha citato in giudizio il rivenditore, che a sua volta ha chiamato in causa il suo fornitore. La Corte ha stabilito che, in caso di garanzia impropria, la domanda dell'attore si estende automaticamente al terzo chiamato se quest'ultimo viene indicato come l'unico e vero responsabile. Ha inoltre chiarito l'uso della prova presuntiva per determinare il momento della contraffazione, rigettando il ricorso del fornitore originario e confermando la sua responsabilità.
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Contratto estimatorio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che negava la validità di una vendita di una moto in conto vendita. Si è stabilito che per qualificare un contratto come estimatorio è necessaria un'interpretazione complessiva delle clausole, non l'analisi isolata di alcune di esse, valorizzando la volontà delle parti di trasferire il potere di disposizione del bene.
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