LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 186 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 186 Codice di Procedura Civile

Pignoramento presso terzi: i lavoratori vincono contro l’ente
Un gruppo di lavoratori, dopo aver ottenuto una sentenza di condanna per licenziamento illegittimo contro un'associazione, ha avviato un pignoramento presso terzi nei confronti di un ente pubblico, debitore dell'associazione stessa. L'ente pubblico ha reso una dichiarazione negativa, negando il proprio debito. I lavoratori hanno quindi promosso un giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Il Tribunale ha accertato l'esistenza di un credito disponibile di oltre 333.000 euro e ha condannato l'ente pubblico al pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente pubblico, confermando che spetta alle parti, e non al giudice d'ufficio, produrre i documenti della fase sommaria inserendoli nei propri fascicoli. L'ente pubblico è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Prenotazione a debito: no se il danno è da colpa
La Corte di Cassazione chiarisce che la prenotazione a debito dell'imposta di registro su una sentenza di risarcimento danni non è applicabile se la condanna si basa su mera negligenza e non su fatti che costituiscono reato. In questo caso, una curatela fallimentare si è vista negare il beneficio fiscale, poiché la responsabilità del precedente amministratore era stata accertata come colposa e non dolosa. Di conseguenza, si applica il principio generale della solidarietà passiva nel pagamento dell'imposta tra le parti in causa.
Continua »
Compenso professionale: quando spetta senza risultato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consulente a ricevere il proprio compenso professionale per un'attività di assistenza in un'acquisizione aziendale, anche se l'affare non si è concluso. L'ordinanza sottolinea che le contestazioni dei clienti sull'operato del professionista sono state respinte perché formulate in modo generico e tardivo, violando le preclusioni processuali. La Corte ha ribadito che l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato, e il compenso è stato liquidato secondo le tariffe professionali in base al valore dell'operazione.
Continua »