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Art. 1857 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1857 Codice Civile

Storno bancario assegno circolare: il cliente rischia il fallimento?
Una cliente depositò assegni circolari sul suo conto, e la banca accreditò subito la somma. Tuttavia, la banca emittente degli assegni, a seguito del fallimento degli ordinatari (coloro che avevano richiesto gli assegni), comunicò lo storno delle somme. La banca della cliente, quindi, operò uno **storno bancario assegno circolare**, riaddebitando l'importo. La cliente contestò l'operazione, ma la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola "salvo incasso" implica che l'accredito è provvisorio. Il rischio del mancato pagamento, in caso di fallimento degli ordinatari, rimane in capo al cliente fino all'effettivo incasso. La banca ha agito legittimamente.
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Approvazione Tacita Estratto Conto: La Cassazione ferma le contestazioni
Un gruppo di debitori, fideiussori di una società, ha contestato un decreto ingiuntivo emesso da una banca per ingenti somme dovute su conti correnti. Essi lamentavano la genericità delle voci di addebito e il mancato rendiconto di titoli dati in pegno. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto le loro richieste, riducendo l'importo dovuto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dei debitori inammissibile. Ha ribadito che l'**approvazione tacita dell'estratto conto** preclude la possibilità di contestare in seguito la veridicità delle operazioni annotate. Le censure dei ricorrenti sono state ritenute troppo generiche o tardive, non rispettando i requisiti di specificità e autosufficienza del ricorso in Cassazione.
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Accertamento passivo: Cassazione ribalta il Tribunale sugli estratti conto
Una banca ha chiesto di essere ammessa all'accertamento passivo di una farmacia fallita per recuperare crediti. Il giudice delegato e il Tribunale hanno respinto la domanda, ritenendo insufficienti gli estratti conto prodotti e contestando la mancanza di data certa per i contratti. La banca ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il Tribunale non aveva motivato adeguatamente il rifiuto di considerare valido l'estratto conto finale. La Cassazione ha rinviato il caso al Tribunale, sottolineando la necessità di una valutazione complessiva delle prove e di una motivazione chiara.
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Contestazione prelievi bancomat: l’Onere della prova bancaria
Un Correntista ha citato in giudizio una Banca per contestare prelievi bancomat addebitati e ottenere il ricalcolo del saldo del conto corrente. Dopo i rifiuti in primo e secondo grado, il Correntista ha tentato una revocazione della sentenza d'appello, sostenendo un errore sulla documentazione dei prelievi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'onere della prova prelievi bancomat spetta al correntista che agisce per la ripetizione dell'indebito. L'errore lamentato non era decisivo. Il Correntista ha perso e deve pagare le spese legali.
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Insinuazione al passivo: estratti conto contro contestazioni
Una società finanziaria, cessionaria del credito di una banca, ha richiesto l'insinuazione al passivo del fallimento di una società per un saldo negativo di conto corrente. Il curatore fallimentare ha contestato in modo specifico alcune registrazioni contabili. La banca non ha fornito ulteriore documentazione a supporto, limitandosi a presentare gli estratti conto. Il Tribunale ha respinto la domanda per carenza di prove. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che, se il curatore solleva contestazioni precise su singole operazioni, spetta alla banca l'onere di integrare le prove oltre i semplici estratti conto.
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Ripetizione di indebito: banca condannata per causali generiche
Un'azienda correntista ha agito in giudizio per la ripetizione di indebito contro la propria banca, chiedendo la restituzione di oltre 339.000 euro. Tali somme erano state addebitate con la generica causale "pagamenti diversi" senza alcuna giustificazione documentale. La banca si è difesa sostenendo che il cliente, non avendo contestato tempestivamente gli estratti conto, li avesse tacitamente approvati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca. I giudici hanno chiarito che l'approvazione tacita dell'estratto conto non impedisce di contestare la validità giuridica dei singoli addebiti. Poiché la banca non ha consegnato i documenti giustificativi, nonostante un precedente ordine del giudice, spetta all'istituto dimostrare la legittimità dei prelievi. La banca è stata quindi condannata a restituire le somme contestate.
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