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Art. 1854 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1854 Codice Civile

Conto cointestato successione: come superare la prova
In una causa di eredità, la Cassazione affronta il tema del conto cointestato successione. Rigetta la richiesta di donazione indiretta per un immobile ma accoglie il ricorso sulla provenienza dei fondi del conto. La presunzione di divisione al 50% può essere superata se si prova che il denaro apparteneva solo al defunto, obbligando la Corte d'Appello a riesaminare le prove documentali.
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Libretto postale cointestato: prelievo dopo decesso
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di libretto postale cointestato con facoltà di prelievo disgiunto, il cointestatario superstite ha diritto a prelevare la propria quota anche in presenza dell'opposizione di un erede del defunto. La sentenza chiarisce che la nuova normativa, applicabile ai rapporti sorti dopo il giugno 2002, distingue tra la titolarità del credito e la legittimazione alla riscossione. L'opposizione dell'erede incide sui rapporti interni tra eredi e superstite, ma non impedisce all'intermediario di effettuare il pagamento a chi è legittimato a riceverlo.
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Conto cointestato: prelievo e appropriazione indebita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per appropriazione indebita. Aveva prelevato somme da un conto cointestato, pur ammettendo che appartenessero esclusivamente all'ex coniuge. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per una nuova valutazione dei fatti, ma solo per contestare vizi di legittimità. Il ricorso è stato giudicato una mera ripetizione dei motivi d'appello, e quindi non specifico.
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Confisca allargata: annullata per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per riciclaggio a carico di una donna, ritenendo provata la sua consapevolezza dell'origine illecita dei fondi del marito. Tuttavia, ha annullato la confisca allargata di un immobile, rilevando un vizio di motivazione della corte d'appello sulla sproporzione tra il bene e i redditi leciti. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio su questo specifico punto. Il ricorso del coimputato per reati fiscali è stato dichiarato inammissibile.
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Appropriazione indebita conto cointestato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita a carico di una donna che, dopo la morte del compagno, aveva prelevato dal conto cointestato una somma superiore alla sua quota. La Corte ha ribadito che, in assenza di prova contraria, le somme si presumono divise in parti uguali. Vantare un presunto credito non giustifica l'appropriazione indebita sul conto cointestato, configurando il reato.
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Conto cointestato: prova della provenienza del denaro
In una causa tra coniugi separati per la restituzione di somme prelevate da un conto cointestato, la Cassazione conferma la decisione d'appello. Viene rigettata la richiesta della moglie, poiché il marito ha superato la presunzione di comproprietà dimostrando, con documenti prodotti in appello, la provenienza esclusiva dei fondi versati sul conto. Il ricorso della moglie è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali.
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Spese legali: il divieto di reformatio in pejus
In una causa per una donazione nulla tra familiari, il figlio appellante ottiene una riduzione della somma da restituire ma si vede aumentare le spese legali del primo grado. La Corte di Cassazione interviene, ribadendo che, in assenza di appello incidentale, la statuizione sulle spese legali non può essere peggiorata per chi ha impugnato la sentenza. Viene così cassata la decisione d'appello sul punto specifico delle spese, applicando il principio del divieto di "reformatio in pejus".
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Onere della prova nel fallimento: il caso del mandato
Una società del servizio idrico ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società di riscossione per somme incassate e non riversate. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che l'onere della prova del creditore si esaurisce nel dimostrare l'avvenuta riscossione. Spetta invece alla curatela fallimentare provare l'esistenza di un controcredito, come i compensi per il servizio, da portare in compensazione. La sentenza chiarisce un principio fondamentale sull'onere della prova nei rapporti di mandato interrotti da fallimento.
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Azione di riduzione: i requisiti secondo la Cassazione
Una erede agiva con un'azione di riduzione contro i coeredi, lamentando la lesione della sua quota di legittima. I tribunali di merito dichiaravano la sua domanda inammissibile per non aver allegato e imputato alla propria quota le donazioni ricevute dal defunto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che l'omessa allegazione iniziale non preclude la domanda se gli elementi emergono nel corso del processo. Inoltre, ha stabilito che l'imputazione delle donazioni alla propria quota non è una condizione di ammissibilità dell'azione, ma un'operazione di calcolo che il giudice compie per verificare l'effettiva lesione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
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Firma Falsa Conto Cointestato: la banca paga?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un conto cointestato svuotato da un coniuge tramite una firma falsa dell'altro. La Corte ha confermato la condanna in solido della banca e del coniuge che ha commesso il prelievo. È stato chiarito che, in caso di disconoscimento della firma, l'onere di provarne l'autenticità spetta a chi vuole avvalersi del documento, in questo caso la banca. La richiesta di manleva della banca verso il cointestatario è stata respinta.
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Contratto quadro investimento: nullità per ordine anticipato
Un'investitrice ha acquistato obbligazioni argentine tramite una banca, ma l'ordine di acquisto è stato emesso il giorno prima della firma del contratto quadro investimento. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato nullo l'acquisto. La Corte di Cassazione, pur confermando la nullità dell'operazione per la scorretta sequenza temporale, ha accolto parzialmente il ricorso della banca. Ha stabilito che l'investitrice deve restituire tutte le cedole incassate fin dall'inizio, e non solo quelle percepite dopo la messa in mora, per evitare un ingiustificato arricchimento.
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Errore di fatto Cassazione: il conto cointestato
Una controversia tra coniugi su un conto cointestato approda in Cassazione. La moglie chiede la revocazione di una precedente ordinanza, lamentando un errore di fatto. Sosteneva che la Corte avesse erroneamente affermato che la dimensione familiare della lite non fosse mai stata discussa nei gradi precedenti. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo la distinzione tra errore di fatto (una svista materiale) ed errore di giudizio (una valutazione errata). Poiché la questione riguardava l'interpretazione degli atti processuali, non si configurava un errore di fatto, ma un insindacabile errore di valutazione.
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