LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1854 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1854 Codice Civile

Assegno non incassato: risoluzione del contratto
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare a causa di un assegno non incassato. La sentenza chiarisce che la consegna di un assegno bancario non estingue l'obbligazione di pagamento, che si perfeziona solo con l'effettiva riscossione della somma. Di conseguenza, il mancato incasso costituisce un grave inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto.
Continua »
Querela di falso sulla procura: la Cassazione decide
Un padre agiva contro il figlio per la restituzione di una cospicua somma di denaro, ritenuta una donazione nulla per vizio di forma. Il figlio si difendeva sostenendo si trattasse di un'obbligazione naturale. Durante il processo d'appello, il figlio proponeva una querela di falso contro la procura conferita dal padre (ormai deceduto) a un nuovo avvocato. La Corte d'Appello la dichiarava inammissibile per tardività. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la querela di falso contro l'autenticazione della firma da parte del difensore non ha preclusioni temporali e va sempre esaminata.
Continua »
Conto corrente cointestato: firma disgiunta e prova
Un erede ha rivendicato la proprietà esclusiva di un conto corrente cointestato alla defunta, sostenendo che i fondi fossero solo suoi. I tribunali hanno respinto la richiesta, applicando la presunzione di contitolarità. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché l'erede non ha provato la clausola contrattuale che consentiva ai cointestatari di operare separatamente, presupposto fondamentale del suo ricorso.
Continua »
Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a causa della prescrizione del reato. L'imputato aveva presentato ricorso contestando le accuse relative a somme su un conto cointestato. La Suprema Corte, senza entrare nel merito delle argomentazioni difensive, ha rilevato che il reato, commesso nel 2016, era ormai estinto per il decorso del tempo, annullando la sentenza impugnata senza rinvio.
Continua »
Responsabilità solidale ATI: la firma della capogruppo
La Corte di Cassazione ha stabilito che i membri di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) non sono responsabili per i debiti di un conto corrente se il contratto è stato firmato solo dall'impresa capogruppo. La semplice intestazione del conto a tutte le imprese non è sufficiente a stabilire una responsabilità solidale ATI in assenza della firma di tutti i soci. Il potere di rappresentanza della capogruppo è limitato al rapporto con la stazione appaltante e non si estende automaticamente a contratti bancari con terzi.
Continua »
Contratto quadro cointestato: nullo se manca una firma
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto quadro cointestato per servizi di investimento è totalmente nullo se manca la firma di uno dei cointestatari, anche se l'altro ha firmato e impartito gli ordini. La nullità, dovuta a un vizio di forma, travolge l'intero accordo e i conseguenti ordini di acquisto. Il caso riguardava due coniugi, dove la firma della moglie sul contratto era risultata apocrifa. La Corte ha chiarito che non si tratta di nullità parziale, ma di un vizio che invalida il rapporto per entrambi gli investitori.
Continua »
Errata dichiarazione di contumacia: Cassazione annulla
Una disputa ereditaria tra due sorelle arriva in Cassazione a causa di un grave errore procedurale. La Corte di Appello aveva erroneamente dichiarato una delle parti contumace, omettendo di esaminare il suo appello incidentale. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, stabilendo che l'errata dichiarazione di contumacia vizia la decisione quando, come in questo caso, provoca un concreto pregiudizio al diritto di difesa, e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio.
Continua »
Indebito oggettivo: onere della prova e restituzione
La Corte di Cassazione chiarisce l'onere della prova nell'azione di indebito oggettivo. Se una persona effettua un pagamento senza una causa giuridica valida, per ottenerne la restituzione è sufficiente che provi l'avvenuto versamento e alleghi la mancanza di una giustificazione. Spetta poi a chi ha ricevuto la somma dimostrare di averne diritto. In caso contrario, è tenuto alla restituzione dell'intera cifra, anche se proveniente da un conto cointestato.
Continua »