L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di liquidazione a un'erede, applicando la presunzione mobiliare successione del 10% sul valore globale netto dell'eredità per denaro, gioielli e mobilia. La contribuente ha impugnato l'atto sostenendo di aver già indicato nell'asse ereditario crediti bancari per una cifra ampiamente superiore a tale soglia percentuale. I giudici tributari di merito hanno accolto la tesi difensiva dell'erede, ritenendo superata la maggiorazione automatica. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso del Fisco. I giudici di legittimità hanno chiarito che i conti correnti costituiscono crediti verso la banca e non contanti fisici direttamente posseduti. Pertanto, la dichiarazione di saldi bancari non esclude il calcolo presuntivo forfettario sui beni facilmente occultabili.
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