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Art. 1852 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1852 Codice Civile

Presunzione mobiliare successione: conti e contanti a confronto
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di liquidazione a un'erede, applicando la presunzione mobiliare successione del 10% sul valore globale netto dell'eredità per denaro, gioielli e mobilia. La contribuente ha impugnato l'atto sostenendo di aver già indicato nell'asse ereditario crediti bancari per una cifra ampiamente superiore a tale soglia percentuale. I giudici tributari di merito hanno accolto la tesi difensiva dell'erede, ritenendo superata la maggiorazione automatica. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso del Fisco. I giudici di legittimità hanno chiarito che i conti correnti costituiscono crediti verso la banca e non contanti fisici direttamente posseduti. Pertanto, la dichiarazione di saldi bancari non esclude il calcolo presuntivo forfettario sui beni facilmente occultabili.
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Pignorabilità anticipazione di cassa: Saldo negativo blocca l’assegnazione
Un gruppo di creditori ha avviato un pignoramento presso terzi nei confronti di un Comune, indicando una Banca come terzo debitore. La Banca ha dichiarato un saldo negativo sul conto del Comune, ma il Tribunale ha comunque disposto l'assegnazione delle somme, considerando pignorabile il margine di `anticipazione di cassa` disponibile. La Banca ha impugnato tale decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che l'anticipazione di cassa, assimilabile a un'apertura di credito, non genera un credito autonomo e pignorabile se il saldo complessivo del conto è negativo. Solo un saldo attivo può essere oggetto di pignoramento. La sentenza chiarisce i limiti della `pignorabilità anticipazione di cassa`.
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Rinegoziazione del debito: la banca vince contro il fallimento
L'Istituto di Credito ha chiesto l'ammissione al passivo del fallimento di un'impresa per un credito derivante da un finanziamento volto a ripianare un debito precedente su conto corrente. Il Tribunale ha respinto la richiesta per la mancata presentazione degli estratti conto originari, ritenendo che il collegamento negoziale tra i contratti imponesse la prova del rapporto iniziale. La Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che la rinegoziazione del debito è un'operazione lecita e che, in assenza di contestazioni sulla validità del debito originario, non è necessario produrre tutta la documentazione storica del conto corrente. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione precedente, ordinando un nuovo esame del caso.
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