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Art. 1834 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1834 Codice Civile

Pegno irregolare: la Cassazione sulla facoltà di disporre
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28027/2025, ha stabilito che un pegno su denaro è qualificabile come pegno irregolare solo se il contratto conferisce espressamente al creditore la facoltà di disporre della somma. In assenza di tale facoltà, il pegno resta regolare e l'escussione della garanzia in prossimità della dichiarazione di insolvenza può essere soggetta ad azione di inefficacia. La mera natura fungibile del bene non è sufficiente a determinare l'irregolarità del pegno.
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Confisca allargata: annullata per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per riciclaggio a carico di una donna, ritenendo provata la sua consapevolezza dell'origine illecita dei fondi del marito. Tuttavia, ha annullato la confisca allargata di un immobile, rilevando un vizio di motivazione della corte d'appello sulla sproporzione tra il bene e i redditi leciti. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio su questo specifico punto. Il ricorso del coimputato per reati fiscali è stato dichiarato inammissibile.
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Traffico illecito di rifiuti: Cassazione su confisca
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due soggetti per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. La sentenza chiarisce che i due reati possono coesistere, non essendoci assorbimento. Inoltre, vengono ribaditi i rigidi principi in materia di confisca del profitto, anche quando depositato su conti cointestati, affermando la legittimità del sequestro in assenza di prove contrarie sulla provenienza lecita delle somme.
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Sequestro conto cointestato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che chiedeva il dissequestro del 50% delle somme presenti su un conto corrente cointestato con il marito, indagato per reati fiscali e associativi. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro preventivo per equivalente, non valgono le presunzioni del codice civile sulla proprietà al 50%. Ciò che rileva è la piena disponibilità delle somme da parte dell'indagato. Di conseguenza, se l'indagato può disporre dell'intero importo, l'intero importo può essere oggetto di sequestro conto cointestato, a prescindere dalla formale cointestazione.
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Allegazioni generiche: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di uno studio legale contro l'ammissione di un credito bancario nel passivo di un fallimento. La decisione si fonda sulla natura delle allegazioni generiche e non provate formulate dal ricorrente in merito a presunti danni, usura e prelievi illeciti. La Corte sottolinea che le richieste di prova devono essere specifiche e non possono servire a colmare le lacune assertive della parte.
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Truffa aggravata: la differenza con l’appropriazione
Un impiegato di banca, abusando del rapporto di fiducia, convince un correntista a investire una somma di denaro in certificati di deposito inesistenti, facendosi autorizzare verbalmente al prelievo e consegnando un certificato falso. La Corte di Cassazione qualifica il fatto come truffa aggravata e non appropriazione indebita. L'elemento decisivo è l'atto di disposizione patrimoniale compiuto dalla vittima, indotta in errore dalle false rassicurazioni dell'impiegato. Sebbene il reato sia stato dichiarato prescritto, è stata confermata la condanna al risarcimento del danno a favore del correntista.
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Confisca conto cointestato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava una confisca su un conto cointestato tra madre e figlio, quest'ultimo condannato per reati fiscali. La Corte ha stabilito che, in caso di confisca conto cointestato, il terzo estraneo al reato può provare la titolarità esclusiva delle somme, superando la presunzione di disponibilità del condannato. Il giudice di merito non aveva adeguatamente valutato le prove fornite dalla madre.
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