La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16801/2023, ha stabilito che la richiesta di mutamento del rito, quale rimedio preventivo per l'irragionevole durata del processo, deve essere formulata entro l'udienza di trattazione. Il mancato rispetto di questo termine rende inammissibile la successiva domanda di equo indennizzo. La Corte ha chiarito che i termini previsti dalla legge sono cumulativi e non alternativi, al fine di garantire l'effettiva accelerazione del giudizio.
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