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Art. 1817 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1817 Codice Civile

Onere della prova mutuo: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28482/2024, ha rigettato il ricorso di un debitore che contestava la natura di un prestito di € 3.000, sostenendo fosse il pagamento per lavori. La Corte ha chiarito che l'onere della prova mutuo spetta a chi eroga la somma, il quale deve dimostrare non solo la consegna del denaro ma anche il titolo che ne giustifica la restituzione. In questo caso, la prova testimoniale, anche di un parente, è stata ritenuta sufficiente e legittima, confermando la decisione di merito che condannava il debitore alla restituzione.
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Ricognizione di debito e revocatoria: la data certa
In una causa di separazione, una moglie intenta un'azione revocatoria per un pagamento fatto dal marito al fratello, sostenendo che fosse fittizio. La Cassazione ha respinto il ricorso, validando il pagamento sulla base di una ricognizione di debito. La Corte ha stabilito che la copia conforme autenticata da un notaio è sufficiente a provare la data certa dell'atto, anche senza l'iscrizione a repertorio, e che un debito pecuniario senza scadenza è immediatamente esigibile.
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Prove nuove in appello: quando sono ammissibili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22521/2025, ha chiarito i presupposti per l'ammissibilità di prove nuove in appello. Nel caso specifico, i creditori avevano prodotto in secondo grado un documento attestante l'estinzione anticipata di un mutuo, la cui durata era stata usata dal giudice di primo grado come riferimento per fissare un termine di adempimento molto lungo. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che le prove nuove in appello sono ammissibili se la loro rilevanza emerge in modo imprevedibile solo dalla sentenza di primo grado. In tale situazione, l'omessa produzione precedente non è considerata imputabile alla parte, giustificando la produzione documentale nel giudizio di gravame.
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