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Art. 18 Costituzione — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 18 Costituzione

Valutazione professionalità magistrati e massoneria
Un magistrato in pensione ha impugnato la delibera del CSM che lo dichiarava non idoneo alla valutazione per funzioni direttive superiori. La decisione si basava su precedenti sanzioni disciplinari legate all'affiliazione alla massoneria e a una vicenda penale per appropriazione indebita. Dopo il rigetto del TAR e del Consiglio di Stato, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la valutazione professionalità magistrati può legittimamente includere fatti storici, anche se risalenti, come indici della personalità e del prestigio del magistrato, senza che ciò costituisca un'invasione della giurisdizione ordinaria o penale.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15409/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia elettorale. Si contestava un presunto eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice amministrativo, reo di aver valutato nel merito una questione di costituzionalità anziché limitarsi a un giudizio di non manifesta infondatezza. La Suprema Corte ha ribadito che il controllo sulla giurisdizione non può estendersi al modo in cui il giudice speciale esercita il proprio potere di delibazione, che rientra nei limiti interni della sua funzione.
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Terzo mandato avvocati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito che ai fini del divieto di terzo mandato consecutivo per i consiglieri degli ordini forensi, un mandato si considera interamente espletato anche se interrotto da dimissioni anticipate. La sentenza chiarisce che rileva la durata 'oggettiva' della consiliatura per cui si è stati eletti, e non la durata 'soggettiva' del servizio effettivamente prestato. Pertanto, un avvocato che ha già svolto due mandati consecutivi non può ricandidarsi immediatamente, anche se uno dei due mandati è durato meno di due anni a causa di dimissioni.
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Terzo mandato consecutivo: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha annullato una decisione del Consiglio Nazionale Forense, stabilendo che il divieto di terzo mandato consecutivo per i consiglieri degli Ordini degli Avvocati deve essere interpretato in modo rigoroso e oggettivo. Secondo la Corte, né le dimissioni volontarie prima della fine del mandato, né la mancata partecipazione a una consiliatura di durata inferiore a due anni (infrabiennale) sono sufficienti a interrompere la consecutività. La nozione di 'mandato' fa riferimento alla durata legale dell'intero organo consiliare, non al periodo di servizio effettivo del singolo consigliere, al fine di garantire il ricambio generazionale e prevenire la cristallizzazione delle cariche.
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Terzo mandato consecutivo: Cassazione chiarisce
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che, ai fini del divieto di terzo mandato consecutivo per i consiglieri degli Ordini forensi, le dimissioni anticipate non interrompono la consecutività. Il mandato va considerato nella sua durata legale 'oggettiva', non in quella 'soggettiva' effettivamente svolta dal singolo. La Corte ha cassato la decisione del Consiglio Nazionale Forense che aveva ritenuto legittime le candidature di due avvocati.
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