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Art. 178 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 178 Codice Civile

Tassazione della plusvalenza: moglie salva dal debito del marito
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro la Moglie di un imprenditore edile, pretendendo il pagamento delle imposte sulla metà della plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile. Il terreno era stato acquistato e rivenduto dall'Impresa Individuale del Marito, ma il fisco riteneva che il bene rientrasse nella comunione de residuo tra i coniugi, ormai separati nei beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che la tassazione della plusvalenza spetta interamente al coniuge che esercita l'attività d'impresa. Ai fini fiscali, infatti, i proventi dell'attività separata di un coniuge sono imputati esclusivamente a lui, escludendo qualsiasi tassazione a carico dell'altro coniuge non esercente. Vince la Moglie, che non deve pagare nulla.
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Agevolazioni fiscali coltivatore diretto: vittoria in comunione beni
Un coltivatore diretto, sposato in regime di comunione dei beni, acquista un terreno agricolo per la sua attività. L'Agenzia delle Entrate revoca parte delle agevolazioni fiscali sostenendo che il 50% del terreno appartiene alla moglie, non coltivatrice diretta. La Corte di Cassazione dà ragione al contribuente. Stabilisce che i beni acquistati per l'esercizio dell'impresa di un singolo coniuge rientrano nella 'comunione de residuo'. Ciò significa che il bene è di proprietà esclusiva del coniuge imprenditore fino all'eventuale scioglimento del matrimonio. Di conseguenza, le agevolazioni fiscali per il coltivatore diretto spettano per intero, poiché la qualifica del coniuge non imprenditore è irrilevante al momento dell'acquisto.
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