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Art. 178 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 178 Codice Civile

Comunione legale dei beni: l’eredità non tracciata va divisa
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ex coniuge relativo alla divisione dei beni dopo lo scioglimento del matrimonio. Il nodo centrale riguardava la qualificazione di somme derivanti da eredità paterna e materna e quote societarie acquisite durante il matrimonio. Il ricorrente pretendeva la restituzione di tali somme e l'esclusione di alcuni beni dalla comunione legale dei beni. La Suprema Corte ha stabilito che, per esercitare il diritto di prelievo sul denaro ereditato, non basta dimostrarne la provenienza, ma occorre provare che tale denaro sia stato effettivamente conservato e non consumato per i bisogni della famiglia. Di conseguenza, l'ex marito è stato condannato al pagamento delle spese processuali, confermando la spettanza alla moglie della metà del valore dei beni contestati.
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Incapacità a testimoniare del coniuge in azienda
La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione del prezzo di un impianto di climatizzazione installato in un agriturismo, risultato inidoneo alla funzione di riscaldamento. Il ricorrente contestava l'**incapacità a testimoniare** del marito della committente, sostenendo che il regime di comunione legale e la partecipazione alle trattative creassero un interesse giuridico. La Suprema Corte ha rigettato tale tesi, precisando che l'interesse di mero fatto non preclude la testimonianza e che i beni destinati all'impresa individuale di un coniuge non entrano immediatamente in comunione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e infondato, con condanna per colpa grave.
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Opposizione all’esecuzione: comproprietà e casa coniugale
La Corte di Cassazione chiarisce che il coniuge comproprietario può presentare opposizione all'esecuzione per il rilascio dell'ex casa coniugale, anche se il provvedimento di assegnazione è stato revocato con sentenza definitiva. Il diritto di comproprietà è infatti un titolo di godimento autonomo e poziore, non precluso dal giudicato formatosi sulla revoca dell'assegnazione, la quale si basa su presupposti diversi (l'interesse dei figli).
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