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Art. 176 Codice della Strada — Anno 2022

Altri anni per Art. 176 Codice della Strada

Inversione di marcia in autostrada: la multa è inevitabile
Un automobilista ha effettuato un'inversione di marcia in autostrada lungo una bretella di collegamento. La Polizia Stradale ha contestato la grave violazione del Codice della Strada. Il guidatore ha giustificato la manovra sostenendo l'assenza di traffico, l'ottima visibilità e la mancanza di una barriera centrale invalicabile, invocando la buona fede e l'errore scusabile. Il Giudice di Pace ha inizialmente annullato la multa, ma il Tribunale ha ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione e ha dichiarato inammissibile il ricorso del conducente. I giudici hanno chiarito che il divieto di inversione di marcia in autostrada è assoluto. L'assenza di ostacoli fisici o le buone condizioni ambientali non giustificano la manovra dangerousa. La presunta buona fede non elimina la colpa del guidatore.
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Ricorso per sanzione stradale: errare l’organo fa perdere la causa
Un automobilista riceve una multa per aver effettuato una retromarcia sulla rampa di un casello autostradale. Dopo l'esito negativo nei primi gradi di giudizio contro la Prefettura locale, il cittadino propone un ricorso per sanzione stradale in Cassazione indicando però come controparte il Ministero dell'Interno invece della Prefettura competente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la legittimazione passiva spetta esclusivamente all'autorità che ha emesso l'ordinanza o gestito il giudizio di merito, ossia la Prefettura territoriale, e non al Ministero centrale. Sbagliare l'organo destinatario nell'impugnazione finale impedisce l'esame del merito e comporta il pagamento del doppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
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