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Art. 1751-bis Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 1751-bis Codice Civile

Patto di non concorrenza: l’Azienda vince senza doppia firma
Un Agente ha fatto causa a un'Azienda chiedendo il pagamento dell'indennità per il patto di non concorrenza. L'Azienda ha risposto chiedendo una penale per la violazione del patto stesso. La Corte d'Appello ha dichiarato nulla la clausola perché ritenuta vessatoria e priva di firma specifica. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che nel contratto di agenzia, caratterizzato da un rapporto di fiducia personale, il patto di non concorrenza non richiede una specifica approvazione scritta per essere valido, a meno che non si tratti di un contratto standard destinato a una massa indistinta di clienti. L'Azienda ha quindi vinto il ricorso e la causa dovrà essere riesaminata.
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Indennità Suppletiva di Clientela: la Cassazione corregge i Giudici
Un'azienda mandante interrompeva il rapporto con il suo agente, il quale chiedeva il pagamento di diverse indennità, tra cui l'indennità suppletiva di clientela. I giudici di merito gliela negavano, ritenendo erroneamente che fosse un unico emolumento legato solo all'aumento di fatturato. L'agente si è rivolto alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che, secondo l'Accordo Economico Collettivo del 2002, l'indennità suppletiva di clientela si compone di due parti distinte: una calcolata sulle provvigioni globali e una, aggiuntiva, legata all'incremento degli affari. Confonderle è un errore. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
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Indennità di risoluzione agente: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13946/2024, ha stabilito che l'indennità di risoluzione agente spetta anche in caso di recesso non motivato da giusta causa, se un accordo collettivo prevede condizioni più favorevoli rispetto alla legge. La Corte ha inoltre dichiarato nullo un patto di non concorrenza perché troppo generico e non conforme ai requisiti dell'art. 1751 bis c.c., accogliendo così le ragioni dei subagenti contro l'agenzia generale preponente.
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