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Art. 1725 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1725 Codice Civile

Recesso illegittimo locazione commerciale: Canoni dovuti o solo danni?
Un'azienda ha risolto anticipatamente un contratto di locazione commerciale senza i gravi motivi richiesti dalla legge. Il proprietario ha chiesto il pagamento dei canoni fino alla scadenza naturale. La Corte di Cassazione ha confermato che il recesso illegittimo locazione commerciale non scioglie automaticamente il contratto. Il locatore ha diritto all'adempimento (pagamento dei canoni), non solo al risarcimento del danno. La sentenza rigetta il ricorso del conduttore, condannandolo alle spese processuali.
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Revoca del mandato irrevocabile: quando la negligenza costa cara
Una società immobiliare affida a un agente un incarico per la vendita di alcuni immobili. Successivamente, la società decide per la revoca del mandato irrevocabile a causa della totale inattività e negligenza dell'agente, che non produce alcuna vendita. L'agente fa causa chiedendo provvigioni e risarcimento, sostenendo che l'incarico non potesse essere revocato. La Corte d'Appello respinge la domanda dell'agente, ritenendo legittimo il recesso per giusta causa dovuto al suo grave inadempimento. La Corte di Cassazione conferma questa decisione: l'agente non ha dimostrato di aver adempiuto con la dovuta diligenza ai propri doveri. Di conseguenza, la revoca è pienamente valida e l'agente perde la causa, non avendo diritto ad alcun compenso o rimborso spese non documentato.
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Agente manipola contratto, il Calciatore recede: niente penale
Un calciatore professionista interrompe il contratto con i suoi procuratori sportivi a causa della manipolazione del contratto stesso. L'agenzia gli fa causa chiedendo una penale di 200.000 euro prevista dall'accordo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al calciatore, stabilendo che il suo è stato un recesso per giusta causa, motivato dalla grave rottura del rapporto di fiducia. Di conseguenza, la clausola penale non è applicabile. Il principio affermato è che non si può pretendere una penale da chi recede da un contratto a causa di un grave torto subito dalla controparte.
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Diritto di regresso fideiussore e clausole limitative
Un fideiussore, dopo aver pagato il debito di una società garantita e ottenuto un patto di non aggressione dal creditore, ha agito in regresso contro un altro co-fideiussore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava tale diritto, basandosi su una clausola contrattuale specifica. Tale clausola subordinava l'esercizio del diritto di regresso del fideiussore all'estinzione completa di ogni ragione di credito della banca verso il debitore principale. Poiché il debito non era integralmente estinto, la condizione non si era avverata, rendendo il ricorso inammissibile.
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