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Art. 1671 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1671 Codice Civile

Recesso unilaterale dall’appalto: niente indennizzo senza prove
Un'impresa edile ha richiesto al committente un indennizzo per il mancato guadagno a seguito del recesso unilaterale dall'appalto. Il committente si era opposto lamentando vizi nelle opere. I giudici di merito hanno rigettato la richiesta di indennizzo dell'impresa poiché non è stato provato il preciso ammontare del danno, ritenendo inattendibile il prezzo globale di 495.000 euro indicato nel contratto a causa di gravi errori nel computo metrico allegato. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'impresa edile. La Corte ha stabilito che, in mancanza di prove concrete sulle opere effettivamente eseguite e sui costi reali, non è possibile liquidare l'indennizzo per il recesso, nemmeno in via equitativa. L'impresa è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
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Recesso dal contratto di appalto: no indennizzo se è risoluzione
La Corte di Cassazione ha chiarito la netta distinzione tra risoluzione per inadempimento e recesso dal contratto di appalto. Un Committente pubblico aveva risolto un contratto per gravi mancanze dell'Appaltatore. Quest'ultimo sosteneva che la risoluzione fosse illegittima e chiedeva che fosse equiparata a un recesso, per ottenere l'indennizzo previsto in quel caso (un decimo del valore delle opere non eseguite). La Corte ha respinto questa tesi. Ha stabilito che il recesso è una scelta discrezionale legata a ragioni di opportunità, mentre la risoluzione è una sanzione per un inadempimento. I due istituti non sono intercambiabili e, di conseguenza, l'Appaltatore non ha diritto all'indennizzo se il contratto è stato risolto per sua colpa.
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Appalti opere ferroviarie: stop per reperti, il committente paga
Un'impresa edile ottiene un risarcimento in un caso di appalti opere ferroviarie dopo la sospensione e il recesso dal contratto da parte del committente, a causa del ritrovamento di reperti archeologici. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un principio fondamentale: le normative generali sugli appalti pubblici non si applicano automaticamente agli appalti opere ferroviarie. Se richiamate nel contratto, esse non valgono come leggi, ma come semplici clausole contrattuali. Poiché entrambe le parti hanno basato i loro ricorsi su un'errata interpretazione di questo punto, la Corte li ha dichiarati entrambi inammissibili, confermando di fatto la condanna al risarcimento a carico del committente.
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Recesso unilaterale: indennizzo e appalto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'interpretazione di un contratto di appalto per la progettazione di un impianto fotovoltaico, focalizzandosi sulla disciplina del **recesso unilaterale**. Il committente aveva interrotto il rapporto dopo l'ottenimento delle autorizzazioni amministrative, pretendendo di pagare solo un indennizzo forfettario minimo. La Corte ha invece stabilito che, secondo l'art. 1671 c.c., l'appaltatore ha diritto al compenso per le fasi di lavoro già completate e all'indennizzo per il mancato guadagno, poiché la clausola forfettaria era limitata solo alla fase embrionale del progetto.
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Variazioni appalto: responsabilità per modifiche
Un'impresa edile, dopo aver apportato modifiche non autorizzate a un progetto che hanno causato il sequestro del cantiere, ha citato in giudizio il committente per ottenere il pagamento di opere extra. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità esclusiva dell'impresa. La decisione sottolinea che le clausole contrattuali che richiedono un accordo preventivo per le variazioni appalto prevalgono sulle norme generali. L'appaltatore è stato quindi ritenuto inadempiente e responsabile dei danni, legittimando il recesso del committente.
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Recesso dal contratto di appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7663/2023, ha chiarito importanti principi in materia di recesso dal contratto di appalto. Un appaltatore, dopo aver subito il recesso da parte del committente e aver ottenuto la reintegra nel possesso del cantiere, si opponeva alla richiesta di restituzione e risarcimento. La Suprema Corte ha stabilito che il recesso unilaterale del committente scioglie immediatamente il contratto, obbligando l'appaltatore alla restituzione del bene senza poter invocare il diritto di ritenzione in attesa dell'indennizzo. L'azione di rivendica del committente è legittima se avviata dopo la conclusione e l'attuazione del giudizio possessorio.
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