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Art. 1602 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1602 Codice Civile

Sospensione del pagamento dei canoni: quando scatta lo sfratto
Il Conduttore di un immobile commerciale ha impugnato lo sfratto per morosità intimato dalla Nuova Proprietaria, che aveva ricevuto il bene in donazione dalla madre. Il Conduttore ha giustificato la sospensione del pagamento dei canoni lamentando incertezza sul destinatario dei pagamenti e vantando crediti per canoni extra versati in nero alla madre. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Conduttore. La Corte ha stabilito che la donazione comporta la cessione automatica del contratto di locazione, rendendo la Nuova Proprietaria estranea ai debiti pregressi della madre. Inoltre, la sospensione del pagamento dei canoni è illegittima, poiché la morosità del Conduttore era iniziata prima di conoscere il cambio di proprietà. Il Conduttore è stato condannato a pagare i canoni arretrati e le spese legali.
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Ritardata consegna dell’immobile: il venditore paga i danni
Una società acquirente compra un compendio immobiliare da una società venditrice. L'accordo prevede che una porzione dell'immobile, occupata da una terza società, venga liberata entro dodici mesi, stabilendo un'indennità in caso contrario. Poiché l'immobile viene liberato con forte ritardo, la società acquirente chiede il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società venditrice, confermando la sua responsabilità. I giudici chiariscono che tra i doveri principali del venditore rientra quello di trasferire il possesso materiale del bene libero da persone e cose. La presenza di un'occupazione di fatto non equivale a una locazione opponibile all'acquirente. Di conseguenza, la società venditrice risponde dei danni per la ritardata consegna dell'immobile.
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Canoni pregressi: il vecchio proprietario può chiederli dopo la vendita
Un inquilino non paga i canoni di locazione. Nel frattempo, il proprietario vende l'immobile. Anni dopo, il vecchio proprietario chiede al conduttore il pagamento degli affitti arretrati, maturati prima della vendita. L'inquilino si oppone, sostenendo che solo il nuovo proprietario possa avanzare pretese. La Corte di Cassazione ha chiarito il principio: la vendita dell'immobile trasferisce il contratto di locazione, ma non i crediti precedenti. Pertanto, sussiste la legittimazione per i canoni di locazione pregressi in capo al vecchio proprietario, che ha diritto a riscuotere le somme non pagate quando era ancora titolare del bene. Il vecchio proprietario vince la causa.
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Danni prima dell’acquisto: il nuovo proprietario può essere risarcito
La controversia riguarda il diritto al risarcimento danni del nuovo proprietario di un fondo agricolo per atti vandalici subiti dall'immobile prima del suo acquisto. L'affittuario del fondo, ritenuto responsabile per mancata custodia, si opponeva alla richiesta, sostenendo che il diritto al risarcimento spettasse solo al vecchio proprietario. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il diritto al risarcimento per un danno che non è stato riparato si trasferisce insieme alla proprietà del bene. Pertanto, il nuovo proprietario può agire legalmente contro il responsabile, a meno che il prezzo di acquisto non fosse già stato ridotto in considerazione di quel danno. La Corte ha quindi dato ragione alla nuova proprietà.
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Lesione ultra dimidium: guida alla rescissione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di rescissione per lesione ultra dimidium proposta da una venditrice in merito a due immobili oggetto di un contratto preliminare. La ricorrente lamentava che il valore dei beni fosse stato determinato sulla base di perizie risalenti a uno o tre anni prima della firma, senza considerare i rialzi del mercato. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione del valore di mercato è un'indagine di fatto riservata al giudice di merito, il quale può legittimamente basarsi su consulenze tecniche precedenti se adeguatamente motivate. È stato inoltre confermato il risarcimento del danno a favore della società acquirente per la perdita di opportunità di locazione, causata dall'incertezza sulla titolarità del bene durante la lite giudiziaria.
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Risarcimento danni locazione: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33288/2023, ha stabilito che per ottenere il risarcimento danni locazione non è sufficiente dimostrare l'inadempimento del conduttore ai suoi obblighi di manutenzione. Il locatore deve fornire la prova specifica di aver subito un effettivo pregiudizio economico, come una diminuzione del valore dell'immobile o un aumento dei costi di ripristino. Il caso riguardava la richiesta di un ingente risarcimento da parte dei proprietari di un villaggio turistico nei confronti della società che lo gestiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano rigettato la domanda per mancata prova del danno.
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