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Art. 1590 Codice Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 1590 Codice Civile

Recesso locazione PA: spending review non è grave motivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una Pubblica Amministrazione non può invocare generiche esigenze di contenimento della spesa pubblica ("spending review") come "grave motivo" per giustificare un recesso locazione anticipato da un contratto immobiliare. Tale facoltà è stata ritenuta illegittima poiché le norme speciali che la consentivano erano soggette a termini perentori, ormai scaduti al momento del recesso. La necessità di risparmio non integra i requisiti di imprevedibilità ed estraneità alla volontà del conduttore richiesti dalla legge generale sulle locazioni.
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Restituzione immobile locato: cosa prevale?
Una locatrice contesta la dimensione di un immobile commerciale restituito dal conduttore, sostenendo che dovesse corrispondere agli originali 8 mq di un vecchio accordo. I giudici hanno dato ragione al conduttore, stabilendo che la corretta dimensione per la restituzione immobile locato era di 5,48 mq, come definito nel contratto più recente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della locatrice per non aver contestato correttamente l'accertamento dei fatti operato dalla Corte d'Appello riguardo l'oggetto del contratto.
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Acqua non potabile: rimborso garantito dalla Cassazione
Un utente ha citato in giudizio la propria società idrica per aver ricevuto acqua non potabile per un triennio. Dopo aver pagato le bollette per intero a seguito di una diffida, ha richiesto il rimborso del 50%. I tribunali di merito avevano respinto la domanda, applicando la prescrizione breve di un anno per i vizi della cosa. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la fornitura di acqua non potabile non è un vizio, ma un grave inadempimento contrattuale (aliud pro alio), soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Ricorso inammissibile: deposito notifica tardivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa del mancato rispetto di un termine perentorio. Una locatrice ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello in una controversia su un contratto di locazione ad uso diverso. Tuttavia, il suo ricorso è stato respinto non per il merito delle questioni sollevate, ma per un errore procedurale: il deposito della relata di notificazione della sentenza impugnata è avvenuto oltre il termine di venti giorni previsto dalla legge. La Corte ha ribadito la propria giurisprudenza consolidata, sottolineando che tale adempimento è essenziale e la sua omissione comporta la sanzione dell'improcedibilità, salvo rare eccezioni non verificatesi nel caso di specie.
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Danno manutentivo: onere della prova del locatore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società proprietaria contro una società conduttrice per un risarcimento danno manutentivo. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il deterioramento dell'immobile spetta al locatore, il quale deve dimostrare lo stato del bene all'inizio della locazione e il peggioramento al momento della riconsegna. In caso di vendita dell'immobile, si presume che il prezzo di acquisto abbia già tenuto conto dello stato manutentivo, escludendo il diritto al risarcimento per il nuovo proprietario se non prova il contrario.
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Aumento canone locazione: valido per migliorie?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un aumento canone locazione commerciale in corso di contratto. La Corte ha chiarito che l'incremento è valido se connesso a significativi lavori di miglioria finanziati dal locatore che alterano l'equilibrio originario del rapporto, differenziandolo da un mero adeguamento ISTAT. Il ricorso della società conduttrice, che lamentava anche la mancata riduzione di una penale per ritardata riconsegna e il diritto di ritenzione, è stato interamente rigettato.
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Onere della prova locatore: danni e cauzione
Un locatore ha trattenuto il deposito cauzionale per presunti danni all'immobile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, sottolineando che l'onere della prova del locatore non si limita a dimostrare il danno, ma include la necessità di provare una corretta contestazione al momento della riconsegna dell'immobile, supportata da richieste istruttorie specifiche e pertinenti.
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