LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 159 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

Pagina 3 di 7

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Sospensione della prescrizione: no agli sconti di tempo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per percosse e danneggiamento ai danni di una donna. Il ricorrente sosteneva che i reati fossero estinti per il decorso del tempo. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che il rinvio del processo concordato tra le parti per cercare un accordo transattivo comporta la sospensione della prescrizione. Di conseguenza, il tempo trascorso durante tale rinvio non si calcola ai fini del termine di estinzione del reato. La Corte ha inoltre confermato la piena attendibilità della vittima e ha negato le attenuanti generiche, poiché l'uomo ha commesso i fatti mentre era già ammesso all'affidamento in prova ai servizi sociali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sospensione della prescrizione per Covid-19: condanna confermata
Un cittadino, condannato per possesso ingiustificato di grimaldelli, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata prescrizione del reato. L'imputato sosteneva che la sospensione dei termini legata all'emergenza sanitaria dovesse applicarsi solo per i giorni compresi tra l'udienza fissata e la fine del primo periodo di blocco, e non per l'intero periodo di emergenza di 64 giorni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la sospensione della prescrizione per Covid-19 opera in modo generalizzato per tutti i procedimenti pendenti dal 9 marzo all'11 maggio 2020. Di conseguenza, il reato non era estinto e il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Finto agente e sostituzione di persona: condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di truffa e sostituzione di persona a carico di un soggetto che si era presentato sotto falso nome, millantando la qualifica di agente assicurativo, per rilasciare una fideiussione falsa e ottenere merci non pagate per oltre 51.000 euro. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, chiarendo che la querela presentata dal legale rappresentante di una società è valida anche senza l'indicazione specifica della fonte dei suoi poteri, rientrando tale atto nell'ordinaria gestione. Inoltre, la Suprema Corte ha ribadito la legittimità della testimonianza degli agenti di polizia sulle indagini svolte dai colleghi e la corretta sospensione della prescrizione dovuta all'astensione degli avvocati.
Continua »
Prescrizione del reato: salvi i vecchi prelievi abusivi
L'Imputato era stato condannato per appropriazione indebita e utilizzo illecito di carte di pagamento per fatti commessi nel 2017. La Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando che l'appropriazione indebita e i prelievi illeciti antecedenti al 3 agosto 2017 si erano estinti per prescrizione del reato prima della sentenza d'appello. La Corte ha chiarito che tali illeciti sono reati istantanei e non permanenti. Inoltre, ha evidenziato l'illegalità della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, applicata nonostante la pena principale fosse scesa sotto i tre anni. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la condanna per i reati prescritti e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello per rideterminare la pena per i restanti episodi.
Continua »
Truffa aggravata ai danni dello Stato: prescrizione dimezza le condanne
I gestori di una farmacia, un dipendente e alcune clienti sono stati condannati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il sistema fraudolento prevedeva la richiesta di rimborso al Servizio Sanitario Nazionale per farmaci mai consegnati o sostituiti con prodotti non rimborsabili, applicando abusivamente le fustelle sulle ricette. La Corte di Cassazione ha analizzato la questione della sospensione della prescrizione in caso di rinvio dell'udienza dovuto all'astensione degli avvocati. Poiché una delle imputate si era opposta al rinvio chiedendo la separazione del proprio processo, la sospensione non si è applicata a lei. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato prescritti i reati commessi prima del marzo 2013 per un'imputata e prima del maggio 2013 per gli altri, confermando però la responsabilità penale per i fatti successivi e rinviando alla Corte d'Appello per ricalcolare le pene.
Continua »
Concorso in truffa sulla polizza vita: condannati i consulenti
Una consulente bancaria e un agente assicurativo sono stati condannati per concorso in truffa ai danni di un cliente e di una compagnia assicurativa. La consulente ha convinto il cliente a modificare i beneficiari di una polizza vita da 500.000 euro. L'agente ha poi falsificato la firma inserendo come beneficiaria una complice estranea. Alla morte del cliente, i due professionisti hanno fatto da testimoni per sbloccare il pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei due imputati, confermando la loro responsabilità penale e civile. I ricorrenti dovranno pagare le spese processuali e risarcire la compagnia assicuratrice.
Continua »
Sospensione della prescrizione: errore del giudice sui tempi
Il Giudice per l'udienza preliminare dichiarava non doversi procedere nei confronti de L'Imputato per mancata conoscenza del processo, fissando il termine delle ricerche al 2032. Il Procuratore Generale ricorreva in Cassazione, contestando l'errato calcolo del termine di sospensione della prescrizione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che per il reato di danneggiamento informatico aggravato, con recidiva reiterata, il termine di prescrizione raddoppiato è di 26 anni e 8 mesi. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la decisione limitatamente alla data finale delle ricerche, rideterminandola al 6 agosto 2051.
Continua »
Truffa a consumazione prolungata: colpevole ma prescritta
Una finta esperta di diritto del lavoro ha raggirato diversi lavoratori promettendo finti recuperi di crediti e incassando acconti ripetuti fino al 2013. I giudici di merito l'hanno condannata per truffa aggravata. La Corte di Cassazione ha chiarito che si tratta di una truffa a consumazione prolungata, il cui termine di prescrizione decorre dall'ultimo pagamento. Tuttavia, gli ermellini hanno riscontrato un errore nel calcolo della sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19, poiché mancavano i presupposti operativi per applicarla a questo processo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la condanna penale senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato, confermando però i risarcimenti civili già decisi a favore delle vittime.
Continua »
Prescrizione del reato: salvo l’imprenditore, ko il funzionario
Un imprenditore e un pubblico ufficiale vengono condannati per corruzione. L'imprenditore propone ricorso straordinario lamentando che la Cassazione ha omesso di rilevare l'avvenuta prescrizione del reato, maturata prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'imprenditore, riconoscendo l'errore percettivo: il reato si era estinto prima della decisione di secondo grado. Di conseguenza, annulla senza rinvio la condanna nei suoi confronti. Al contrario, dichiara inammissibile il ricorso del pubblico ufficiale. Quest'ultimo aveva infatti validamente presentato una rinuncia alla prescrizione durante il processo d'appello, atto che non può essere revocato dopo la condanna. La sentenza chiarisce i limiti della revoca della rinuncia e l'operatività della prescrizione del reato in presenza di errori di fatto della Cassazione.
Continua »
Astensione forense e prescrizione: lo sciopero non salva il reato
Un imputato, condannato per truffa ed esercizio abusivo dell'attività di mediatore creditizio, ha proposto ricorso sostenendo l'avvenuta estinzione dei reati per decorso del tempo. Il ricorrente contestava la durata della sospensione dei termini, sostenendo che l'adesione del proprio difensore allo sciopero degli avvocati dovesse considerarsi un legittimo impedimento, limitando la sospensione a soli sessanta giorni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'astensione forense costituisce l'esercizio di un diritto costituzionale e non un mero impedimento fisico. Di conseguenza, in tema di astensione forense e prescrizione, il termine di prescrizione rimane sospeso per l'intera durata del rinvio dell'udienza e non per il limite massimo di sessanta giorni. L'imputato è stato condannato anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Truffa per erogazioni pubbliche: reato prescritto ma confisca
Un agricoltore otteneva indebitamente contributi europei presentando falsi contratti d'affitto di terreni demaniali o intestati a persone decedute. Accusato di truffa per erogazioni pubbliche, veniva condannato nei primi gradi di giudizio con contestuale confisca dell'intera somma ricevuta. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna poiché il reato si era estinto per prescrizione prima della sentenza d'appello, a causa di un errato calcolo dei periodi di sospensione da parte dei giudici di merito. Tuttavia, la Suprema Corte ha confermato la confisca dell'intero profitto del reato, stabilendo che la frode iniziale invalida l'intera procedura di erogazione, rendendo illecito l'intero importo percepito.
Continua »
Frode assicurativa: prescrizione salva la pena ma non il risarcimento
Un automobilista è stato condannato per il reato di frode assicurativa per aver falsificato l'attestato di rischio relativo alla classe di merito, al fine di ottenere una tariffa agevolata per la polizza auto. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione eccependo, tra l'altro, l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha chiarito che l'astensione dalle udienze del difensore sospende il corso della prescrizione per l'intero periodo di rinvio, a prescindere dalla contemporanea assenza dei testimoni. Tuttavia, poiché il ricorso non era inammissibile, il tempo trascorso dopo la sentenza d'appello ha fatto maturare la prescrizione. La Corte ha quindi annullato senza rinvio la condanna penale per intervenuta prescrizione, confermando però la condanna al pagamento delle spese di rappresentanza in favore della compagnia assicurativa costituita come parte civile.
Continua »
Tentata estorsione: la finta poliziotta evita la pena ma paga i danni
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'imputata accusata di tentata estorsione. La donna si era finta un'appartenente alle forze dell'ordine e, con fare minaccioso, aveva preteso dalla vittima il pagamento di un abbonamento a una rivista. I giudici di merito l'avevano condannata, ma la Cassazione ha rilevato che il reato era ormai estinto per prescrizione, essendo passati più di otto anni dai fatti senza che vi fossero valide cause di sospensione dei termini. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la condanna penale senza rinvio. Tuttavia, i giudici hanno confermato le statuizioni civili, obbligando l'imputata a risarcire i danni e a pagare le spese legali sostenute dalla vittima, la cui responsabilità civile per l'illecito è stata pienamente accertata.
Continua »
Invasione di edifici: condanna confermata anche dopo l’arresto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di invasione di edifici. L'imputato sosteneva che il reato fosse ormai estinto per prescrizione, affermando di aver abbandonato l'immobile occupato molto tempo prima. I giudici hanno chiarito che l'occupazione abusiva prolungata configura un reato permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dal momento dell'effettivo sgombero o, in mancanza di prove sul rilascio, dalla data della sentenza di condanna di primo grado. Non avendo l'imputato sollevato la questione dell'allontanamento nel giudizio d'appello, la Cassazione non ha potuto esaminare questo nuovo elemento di fatto, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Procedibilità a querela: ricorso errato nega il beneficio
Tre imputati, condannati per furto aggravato, hanno proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha chiesto il rinvio del processo per verificare la presenza di querele da parte delle vittime, a seguito dell'entrata in vigore della Riforma Cartabia che ha introdotto la procedibilità a querela per tali reati. La Corte di Cassazione ha chiarito che il nuovo regime di procedibilità a querela non può essere applicato se il ricorso è inammissibile. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Primo Ricorrente, confermandone la condanna. Al contrario, ha ritenuto ammissibili i ricorsi del Secondo e del Terzo Ricorrente, disponendo la separazione dei loro processi e il rinvio dell'udienza per verificare l'effettiva presentazione delle querele.
Continua »
Truffa aggravata: vende casa vacanze ma è solo per turisti
Il Venditore ha alienato ad alcuni acquirenti privati degli appartamenti spacciandoli per seconde case destinate a uso privato. In realtà, gli immobili avevano una destinazione d'uso urbanistica vincolata a casa vacanze, che ne imponeva l'esclusivo inserimento in un circuito di locazione turistica gestito in forma imprenditoriale. Avendo nascosto tale limite fondamentale, inducendo le vittime all'acquisto, il Venditore è stato condannato per il reato di truffa aggravata. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a nove mesi di reclusione e 500 euro di multa, respingendo il ricorso della difesa. I giudici hanno chiarito che il silenzio malizioso sulle reali limitazioni d'uso dell'immobile integra pienamente la condotta ingannevole del reato.
Continua »
Sospensione della prescrizione Covid-19: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Parte Civile contro la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il reato di appropriazione indebita contestato all'Imputato. La ricorrente lamentava il mancato calcolo dei sessantaquattro giorni di sospensione previsti dall'emergenza sanitaria. La Suprema Corte ha chiarito che la sospensione della prescrizione Covid-19 non si applica in modo automatico a tutti i processi pendenti, ma solo a quelli con udienze o scadenze fissate tra il 9 marzo e l'11 maggio 2020. Poiché nel caso specifico la prima udienza si era tenuta solo a fine 2021, la sospensione non era applicabile e il reato era già estinto. La Parte Civile è stata condannata alle spese.
Continua »
Occupazione abusiva di suolo pubblico: condannato il gestore
Un uomo ha recintato un'area pubblica di circa 2.500 metri quadrati di proprietà comunale, installando una sbarra e un gabbiotto per gestire un parcheggio a pagamento senza autorizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione e cento euro di multa per il reato di occupazione abusiva di suolo pubblico. I giudici hanno chiarito che l'intenzione di trarre profitto è evidente dal comportamento stesso del soggetto, sorpreso a fare il parcheggiatore abusivo. Inoltre, la Suprema Corte ha respinto la tesi della prescrizione del reato, calcolando correttamente i periodi di sospensione dei termini previsti dalla legge durante i gradi di giudizio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Remissione di querela in Cassazione: condanna annullata all’ultimo
Un imputato, già condannato nei gradi precedenti, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. La svolta avviene grazie alla remissione di querela presentata dalla persona offesa. La Corte Suprema ha stabilito un principio fondamentale: la remissione è valida ed efficace fino a quando la condanna non diventa definitiva e irrevocabile. Questo significa che un accordo tra le parti può estinguere il reato anche durante l'ultimo grado di giudizio, portando alla cancellazione della condanna. L'imputato, pur vedendo annullata la pena, è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Prescrizione del reato: condannato ma il tempo era già scaduto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna perché emessa dopo la scadenza dei termini. Un'imputata, inizialmente accusata di un delitto, ha visto il suo reato riqualificato dal giudice in una contravvenzione, un illecito meno grave. Questo cambiamento ha accorciato i tempi necessari per la prescrizione del reato. La Cassazione ha calcolato che il termine massimo di cinque anni era già scaduto prima della data della sentenza di condanna. Di conseguenza, ha dichiarato il reato estinto, annullando la condanna e revocando anche l'obbligo di risarcire la parte civile. La decisione sottolinea l'importanza di calcolare correttamente i tempi processuali, specialmente in caso di riqualificazione del fatto.
Continua »