Un'inquilina cita in giudizio l'ente locatore e la società di gestione per ottenere il risarcimento dei danni causati da gravi infiltrazioni provenienti dal lastrico solare condominiale, che rendevano inagibili bagno e cucina. Dopo la riparazione da parte del condominio, il Tribunale rigetta le pretese della donna verso il proprietario. La Suprema Corte conferma il rigetto del ricorso dell'inquilina. I giudici chiariscono che i guasti strutturali non transitori rientrano nella disciplina dei vizi della cosa locata. L'inquilino non può pretendere dal locatore l'esecuzione diretta delle riparazioni su parti condominiali comuni, ma può soltanto chiedere la riduzione del canone, la risoluzione contrattuale oppure agire direttamente contro il terzo responsabile.
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