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Art. 158 Codice della Strada — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 158 Codice della Strada

Nesso causale: la velocità della vittima non scusa il camionista
Un autista parcheggia un camion per scaricare merci senza attivare le luci di sicurezza della pedana posteriore in una giornata piovosa. Un motociclista, viaggiando a velocità elevata, si scontra con la pedana e muore. La Corte d'Appello assolve l'autista ritenendo la velocità della vittima l'unica causa del sinistro. La Cassazione annulla la decisione: l'imprudenza della vittima non interrompe il nesso causale se la condotta dell'autista ha creato il pericolo non segnalato. Il caso torna in appello per un nuovo giudizio.
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Non guidava, ma è colpevole: la posizione di garanzia del proprietario
La Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo del titolare di un'azienda di trasporti, il cui semirimorchio in sosta vietata fu causa di un incidente mortale. Sebbene non avesse parcheggiato lui il mezzo, la sua consapevolezza della situazione pericolosa, protratta per giorni davanti al suo deposito, ha fatto sorgere una 'posizione di garanzia del proprietario'. Questo obbligo giuridico gli imponeva di agire per rimuovere il pericolo. La condotta spericolata del conducente dell'auto non è stata ritenuta sufficiente a interrompere il nesso causale, poiché le norme sulla sosta vietata mirano a prevenire proprio questo tipo di rischi.
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Divieto di sosta e incidenti: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione nei confronti di un motociclista che, parcheggiando in divieto di sosta, aveva creato un ostacolo. A causa di tale ostacolo, una ciclista era stata costretta a spostarsi, venendo poi urtata da un altro veicolo. La Corte ha stabilito che la violazione del divieto di sosta può integrare una colpa specifica se la norma violata mirava a prevenire proprio il tipo di rischio che ha causato l'incidente, ordinando un nuovo processo per valutare la finalità concreta del divieto in quella strada.
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